Il Tirreno

Pontedera

«Ecco perché è stata chiusa via delle Colline»

«Ecco perché è stata chiusa via delle Colline»

Salcioli (Legambiente): un’idrovora ha dovuto evitare che un’intera area finisse sott’acqua

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PONTEDERA. «Il nostro territorio mostra sempre più le sue fragilità, lo dimostra il fatto che in una decina di giorni siamo stati già due volte con il fiato sospeso», dice Donatella Salcioli, presidente di Legambiente Valdera. Non si può sempre fidare nella fortuna, bisogna agire seriamente e concretamente per ridurre il rischio idrogeologico. Le linee di azione sono: reperire risorse e fermare l'enorme consumo, talvolta davvero indiscriminato, di suolo, andando a prediligere il recupero dell'esistente anche nell'ottica di riqualificazione dei centri urbani. «In questo non troviamo niente di ideologico, tant'é che addirittura il Prefetto Gabrielli ed il Ministro Orlando hanno praticamente detto le stesse cose che da anni, molti soggetti, tra cui Legambiente, vanno sollecitando. A che pro costruire per incassare gli oneri di urbanizzazione, addirittura forzando sulla carta le riduzioni dei pericoli dovuti ai vincoli idrogeologici, per poi dover utilizzare soldi per le sciagure?», aggiunge Salcioli. Un caso concreto a Pontedera. Via delle Colline «non è stata chiusa per precauzione, bensì perché la strada è attraversata da più tubi tramite cui un'idrovora pompa in Era l'acqua dal Rio Paduletta per evitare che un'area che arriva sino ai Laghi Braccini rischi di andare sott’acqua. Questa è la realtà di quell'area che si vorrebbe andare a edificare». Riflettiamo. «L'area dei Campi d'Era che ricade in aree a rischio idrogeologico elevato e molto elevato (3 e 4 in una scala che arriva a 4), necessita di essere messa in sicurezza di per se e magari in questa direzione bisogna lavorare con la Regione, affinché ci siano riconosciuti finanziamenti per le opere necessarie. Solita cosa per Città Giardino, Green Park, area Cineplex e zona Maltagliata che sono tutte ricomprese in area di pericolosità idrogeologica elevata». Meglio riflettere prima che trovarsi a piangere sui danni».

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