Il Tirreno

Pontedera

pena di 2 anni e un mese per 2 addestratori

Allevatori di bulldog condannati

L’animale venduto a 1.500 euro proveniva da una truffa

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PISA. Due anni e un mese di reclusione per il reato di ricettazione... di un cane.

È la pena inflitta dal giudice Donato D’Auria a Leonardo Gemmi, 51 anni, titolare di un allevamento a Pisa, noto organizzatore di manifestazioni cinofile, e Cristina Maggioli, 36, all’epoca dei fatti responsabili del centro addestramento dell'Umbertina a Casciana Terme, accusati di aver venduto un bulldog proveniente da una truffa. Il pm onorario, Vincenzo Molinaro, aveva chiesto la condanna a un anno. Il giudice ha più che raddoppiato costringendo gli avvocati di due imputati, i legali Luca Poldaretti e Gabriele Dell’Unto, a ricorrere in appello anche per la mancata concessione della condizionale per appena un mese di pena.

La storia si trascina da tempo. Un amante dei cani, di Campi Bisenzio, nel 2007 si rivolse al centro di addestramento di Cascina per acquistare un bulldog. Prezzo pattuito circa 1.500 euro. Solo che poi il padrone del cane ebbe da ridire sull’età del cucciolo che non era quella dichiarata al momento della compravendita. Il bulldog era più adulto di alcuni mesi. Di qui il contenzioso durante il quale gli inquirenti hanno contestato a Gemmi e Maggioli di aver preso il cane attraverso una truffa. Non un raggiro organizzato da loro, ma, sempre secondo la Procura, i due erano a conoscenza che l’animale aveva una provenienza ritenuta illecita. L’avrebbero quindi venduto per 1.500 euro consumando, per l’accusa, il reato di ricettazione. Punito con una sentenza che ha escluso la sospensione condizionale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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