La manifestazione
Soldi per i danni, la coperta è corta
Ma il capo della protezione civile Gabrielli promette: «Entro questa settimana arriverà lo stato di emergenza»
PONTEDERA. «Entro la fine della settimana il Consiglio dei ministri deciderà il riconoscimento dello stato di emergenza per Lazio e Toscana». È la promessa del capo della protezione civile, Franco Gabrielli, ai sindaci della provincia di Pisa dopo l'eccezionale ondata di maltempo di dieci giorni fa.
Ieri, proprio durante una nuova allerta meteo, Gabrielli era a Pisa dove è stato invitato dal prefetto Francesco Tagliente, dal presidente della Provincia Andrea Pieroni e dal sindaco di Pisa Marco Filippeschi, per fare il punto della situazione dopo l’ondata di maltempo di dieci giorni fa che ha messo in ginocchio una parte di Ponsacco, il paese di Casteldelbosco a Montopoli Valdarno e l’area di Roffia a San Miniato. Oltre ad avere creato una ferita profonda a Volterra per il crollo di trenta metri di mura medievali. A Pisa poi l’emergenza Arno ha imposto la chiusura della città durante la piena del fiume.
Il Governo nei prossimi giorni parlerà anche dei lavori di somma urgenza che sono necessari dopo nubifragi e bombe d’acqua: ma con 70 milioni di budget affidati all'inizio dell'anno al dicastero (e già sforati per 46 milioni), la coperta rischia purtroppo di essere corta. «Sarà l’ennesimo riconoscimento – ha aggiunto – di una condizione di emergenza e di fragilità del territorio». Il capo della protezione civile nazionale ha insistito a lungo sulla necessità di mettere in sicurezza il territorio e sulla prevenzione. «Se si smettesse di costruire e si pensasse a mettere in sicurezza l'esistente – ha aggiunto Gabrielli – si potrebbe salvare il nostro territorio che è unico al mondo». Per spiegare meglio la condizione in cui opera, Gabrielli ha usato la metafora del medico mandato a curare i feriti in guerra con delle semplici aspirine. Non ci sono risorse.
«Lo Stato deve invece capire che la Toscana, ovvero la Regione, le Province e i Comuni non ce la fanno più affrontare da soli questa emergenza continua – ha puntualizzato l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, presente in prefettura –. In questa situazione gli interventi di somma urgenza devono essere realizzati, ma lo Stato deve dare i soldi che servono». «Abbiamo deciso di convocare tutti i sindaci il 17 febbraio – ha annunciato Bugli – per fare il punto e trovare insieme il modo per realizzare gli interventi necessari: senza che i Comuni debbano far saltare i loro bilanci e senza che alcuno si assuma responsabilità oltre il dovuto». I nubifragi di gennaio sono costati alla Toscana 170 milioni, di cui 23 per lavori di somma urgenza ed una quarantina per danni alle famiglie e alle aziende. La sola provincia di Pisa, al 7 febbraio, ha subìto danni a gennaio per quasi 25 milioni. «La Regione Toscana c'è: ad oggi, in poco meno di due anni e mezzo, abbiamo speso 150 milioni – spiega l'assessore –. Lunedì in consiglio regionale sarà approvata la legge che stanzia 3 milioni con contributi fino a 5mila euro per le famiglie in difficoltà che hanno avuto danni pesanti alle loro case per le piogge e le frane di gennaio».
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