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Pontedera

Novità sul Falchi: «Le suore sono pronte a trattare»

MONTOPOLI VALDARNO. «Le suore sono pronte a trattare. Sta alle istituzioni muoversi per riannodare i fili della trattativa ed evitare il trasferimento del Falchi». È un appello al dialogo quello di...

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MONTOPOLI VALDARNO. «Le suore sono pronte a trattare. Sta alle istituzioni muoversi per riannodare i fili della trattativa ed evitare il trasferimento del Falchi». È un appello al dialogo quello di Fabio Bartoli, rappresentante dei genitori al consiglio d'istituto, che torna sulla questione del liceo montopolese a pochi giorni dall'annuncio ufficiale del futuro trasferimento del Falchi nei locali dell'interporto. Bartoli racconta di aver incontrato le suore romane dell'Istituto del Divino Amore, arrivate la scorsa settimana per una visita alle consorelle di Montopoli. «Alla luce della situazione – dice – le suore si sono dette disposte a riaprire un confronto. Dal momento che la Provincia ha delle risorse da spendere nell'interporto, allora tanto vale investirle nella sede storica del Falchi, e realizzare quegli interventi per la sicurezza che le suore richiedono da tempo». Com'è noto, infatti, è arrivata a scadenza la proroga di un contratto ventennale di comodato gratuito stipulato dalla Provincia con l'istituto del Divino Amore e la fondazione Santa Marta, proprietari dell'immobile che ospita la scuola. Ad impedire il rinnovo del contratto, secondo Bartoli, sarebbe stato il rifiuto da parte della Provincia di eseguire alcuni lavori richiesti dal Divino Amore. Da qui la chiusura totale di ogni trattativa, e quindi lo sfratto al 20 luglio con tanto di penale. Da quel momento, insieme alla scuola e al Comune di Montopoli, la Provincia ha cercato una collocazione alternativa: alla fine ha avuto la meglio la posizione dei docenti e della scuola, favorevoli alla concentrazione degli indirizzi all'interporto, contro la soluzione del Comune che invece sosteneva lo spostamento al Galilei di Montopoli. Il fatto, tuttavia, di aver escluso ogni possibilità di mantenere l'attuale collocazione, ha fatto scattare una petizione che ha superato le 200 firme. «Le stesse suore – riprende Bartoli – si sono dette sorprese della scelta dell'interporto, perché non ha senso prevedere due trasferimenti nell'arco di pochi anni, uno adesso e l'altro dopo la costruzione del nuovo polo dei licei. Le suore, però, hanno anche detto di non essere state più interpellate da nessuno, neppure dal Comune. Spetta alle istituzioni, quindi, fare il primo passo per recuperare il dialogo».(g.p.)

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