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In quattro opere c’è l’arte ritrovata del Volterrano

In quattro opere c’è l’arte ritrovata del Volterrano

VOLTERRA. Volterra riparte dall’arte, un segno positivo dopo la tremenda ferita causata alla città dal crollo di parte dell’antica cinta muraria. Tornano infatti allo splendore di un tempo, a...

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VOLTERRA. Volterra riparte dall’arte, un segno positivo dopo la tremenda ferita causata alla città dal crollo di parte dell’antica cinta muraria. Tornano infatti allo splendore di un tempo, a quattrocentodue anni dalla nascita del loro autore, quattro tele di Baldassarre Franceschini, al secolo Il Volterrano.

Dipinti giovanili, databili intorno agli anni ‘30 del XVII secolo, che il pittore, nato a Volterra nel 1611, ha realizzato quando nel Granducato iniziava a imperversare la terribile peste di manzoniana memoria. Tre di essi sono in sostanza interamente attribuiti a Franceschini. “La Madonna che porge il Bambino a San Felice da Cantalice”, proprietà del Santa Chiara, è stato restaurato grazie ad un cofinanziamento dell’Associazione Amici dei musei e monumenti di Volterra Amici e della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra. Per quanto riguarda la “Madonna con Bambino”, anch’esso proprietà del Santa Chiara, restauro direttamente offerto dalla ditta esecutrice, la Arte e Restauro di Cascina. Mentre nel caso del “Cristo nell’orto”, proprietà della Pinacoteca, il restauro è stato possibile grazie al finanziamento di Toscana Energia. Un quarto dipinto, di proprietà della curia, “Sant’Antonio che offre il cuore alla Vergine”, opera di Cosimo Gaddi, ma con successivi interventi dell’allora allievo Baldassarre Franceschini, è stato riportato a nuova vita grazie al restauro offerto dalla Restauro e Conservazione opere d’arte di Siena.

Tutti i dipinti andranno ad arricchire la già pregiata collezione della Pinacoteca, con l’unica eccezione del “Sant’Antonio” che, con ogni probabilità, andrà a sistemarsi tra i tesori del Museo d’arte sacra della città. Fondamentale l’impegno dello storico dell’arte fiorentino Alessandro Grassi che, con l’importante supporto della Soprintendenza ha riscoperto e ricollocato nella giusta prospettiva storico artistica questi preziosi saggi giovanili del Volterrano. «Volterra deve essere orgogliosa – dice Alessandro Grassi – di aver dato i natali a Baldassarre Franceschini, un grande artista del Seicento, non solo toscano». (g.b.)

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