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Pontedera

Conto da 1,2 milioni all’Assa il Tar dà ragione al Comune

di Manolo Morandini
Conto da 1,2 milioni all’Assa il Tar dà ragione al Comune

Santa Croce sull’Arno, la querelle è sugli espropri dei terreni per il Macrolotto Giannotti: «Decideremo con le imprese e i legali quali ulteriori passi fare»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Il pronunciamento è netto. “Al di là di ogni ragionevole dubbio”, scrivono i magistrati del Tribunale amministrativo regionale della Toscana nella sentenza con cui respingono il ricorso dell’associazione dei contoterzisti Assa nei confronti del Comune di Santa Croce sull’Arno in merito al Macrolotto. Oggetto del contendere l’interpretazione della convenzione per cui l’amministrazione comunale ha rimesso ad Assa il conto per i maggiori oneri d’esproprio dei terreni. In ballo c’è un conto da saldare di oltre 1,2 milioni di euro, che rischia di mettere in seria difficoltà le 23 aziende insediate nel Pip santacrocese, che tra titolari d’impresa e dipendenti danno lavoro a oltre trecento persone.

Il nodo. L’Assa - che nel frattempo si è vista mettere sotto sequestro conservativo i suoi beni mobili e immobili dal tribunale su richiesta del Comune di Santa Croce sull’Arno -, ha chiesto ai giudici amministrativi di chiarire qual è il giusto criterio di ripartizione dei maggiori costi d’esproprio. L’Associazione propone la ripartizione tra tutti gli assegnatari dei lotti del Pip nel suo complesso a prescindere dai due stralci con cui è stato realizzato. Ovvero allargando la platea dal Macrolotto, in cui sono insediati i terzisti, anche all’altro, dove le aziende assegnatarie sono le concerie che fanno capo al Consorzio Programma 1 Srl.

Le strategie. «A breve decideremo con le imprese e i legali quali ulteriori passi fare». Così la presidente Assa Rossella Giannotti. Che aggiunge: «Faremo una valutazione complessiva sia degli aspetti amministrativi che civili. Su questi ultimi siamo in attesa di sviluppi nella tarda primavera». Cauto anche il sindaco di Santa Croce sull’Arno Osvaldo Ciaponi. «È una sentenza ragionata, approfondita e precisa che conferma il buon operato dell’amministrazione comunale – afferma –. Valuteremo bene le motivazioni e vedremo come comportarci. Non vogliamo creare difficoltà alle aziende. Ma è una volontà da contemperare con l’assoluta necessità di garantire gli interessi pubblici».

In punta di diritto. Le richieste di pagamento avanzate dal Comune ad Assa “sono fondate”. E in un altro passo della sentenza a proposito della zona industriale: “Se mai vi era stata l’idea di procedere unitariamente alla realizzazione dell’intervento, essa è stata abbandonata sin dall’inizio, e proprio su sollecitazione di Assa, in favore dell’attuazione per comparti separati e secondo autonome tempistiche, fermo restando lo stretto coordinamento” fra i due Pip.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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