Il Tirreno

Pontedera

«Tassa di bonifica inutile i lavori non vengono fatti»

di Francesca Suggi
«Tassa di bonifica inutile i lavori non vengono fatti»

Il Comitato no-consorzi mette sotto accusa l’inefficienza dell’Unione Montana «Manca la manutenzione del territorio necessaria a scongiurare allagamenti»

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POMARANCE. Località Verde Oasi, Canova, Cerreto, area dove sorge l’impresa Granchi. Sono solo alcune delle zone rosse: quando piove, automaticamente qui si allaga tutto. Ne sanno qualcosa gli imprenditori Giancarlo Licari titolare di una ditta edile e Giovanni Nasuti, al timone di un’azienda agricola : sono solo alcuni dei danneggiati durante l’ultima ondata di maltempo.

«Sono venuti dall'Unione Montana per fare manutenzione, hanno rifatto l'argine, però in cima e in fondo hanno lasciato una decina di metri di argine da rifare e l'acqua è rientrata dentro al mio capannone. Un mese fa avevo segnalato questo all'Unione, ma niente: i campi finché non asciuga non si possono lavorare, per quest'anno il raccolto è perso», aveva detto Nasuti in quella circostanza.

Una carenza di interventi amplificata dal Comitato no-consorzi che da anni si sta battendo a suon di ricorsi contro la contestata tassa di bonifica. «ll crollo delle mura volterrane è l'epilogo di una lunga serie di eventi,che hanno interessato tutta la Valle del Cecina, da Saline fino alla foce del fiume Cecina.Evidente è l'inutilità e l' inefficienza dei Consorzi di bonifica che da quando sono stati costituiti non sono stati in grado di garantire, attraverso opere di bonifica e di manutenzione, quel grado di sicurezza del territorio necessario a scongiurare i fenomeni di allagamento che oramai non sono più una eccezionalità, ma la regola», sottolineano i barricaderi anti tassa di bonifica.

«Ci auguriamo – continua Loriano Fidanzi, capogruppo della lista civica Insieme per cambiare – che le persone colpite e danneggiate dall’alluvione non ricevano la cartella da pagare: sarebbe un paradosso. Per buonsenso questa gente dovrebbe essere esente».

«La cosa grave - continuano dal Comitato no-consorzi di bonifica – è che gli enti territoriali, Regione in testa, anche con la recente legge 79/2012 sul riordino dei Consorzi, non hanno risolto il problema dei costi e dei metodi di pianificazione ed intervento a salvaguardia dell'assetto idrogeologico del territorio. Se è vero che i componenti dei Cda vi sono anche i rappresentanti dei Comuni e della Provincia è altrattanto vero che vi è una duplicazione di mansioni , che prima della famigerata legge 34/94 istitutiva dei Consorzi in Toscana, veniva svolta dalle Province e e dai Comuni, con le disponibilità di cassa senza impoverire le tasche dei cittadini , e sicuramente con risultati visibili e tangibili. Il comitato no consorzi di bonifica continuerà a lottare per abolire una tassa che tutti i cittadini sono chiamati a pagare senza ricevere alcun vantaggio diretto che metta in sicurezza i loro beni e la loro stessa vita. Legittimo perciò e' non pagare un tributo di bonifica ed opporsi all'ingiusta gabella».

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