Gioco
«Gli imprenditori si impegnino a salvare l’azienda Lorbac»
L’appello nell’incontro con i dipendenti del calzaturificio Sono senza lavoro da settembre: la Regione farà la sua parte
CASTELFRANCO DI SOTTO. Ha voluto lanciare ancora una volta un appello il presidente della Regione Enrico Rossi, per tentare un estremo salvataggio del calzaturificio Lorbac. Un appello condito di amarezza, alla luce di una situazione che rispetto a qualche mese fa sembra essersi bloccata, di colpo, senza lasciare al momento particolari spiragli. A rivelarlo è lo stesso governatore nell’incontro con i lavori dell’azienda ormai senza lavoro da settembre. «Qualche mese fa – ha raccontato Rossi – avevamo incontrato in Regione un’impresa interessata ad intervenire per rilevare l’azienda. Sinceramente sembravano anche ben disposti, anche se poi non abbiamo più visto né sentito nessuno. Proveremo quindi a riallacciare i contatti con questa impresa per capire quale idea hanno in testa, e se eventualmente hanno la possibilità di suggerire qualcun altro che abbia la volontà e il coraggio di intervenire». Da qui l’appello: «Noi siamo pronti a fornire ogni aiuto possibile, mettendo sul piatto anche risorse a favore della formazione e degli investimenti – ha ripetuto Rossi – Le nostre porte restano aperte. Se qualcuno vuol farsi avanti faremo quanto ci è possibile per aiutarlo. È un invito che rivolgo anche agli imprenditori di questa zona». Parole apprezzate dai dipendenti, che hanno ringraziato il governatore per l’attenzione dimostrata nei confronti di una vicenda che, per i suoi contorni, ha rappresentato un caso inedito nella tradizione imprenditoriale del comprensorio. A ricordarlo è stato il vicesindaco di Castelfranco Gabriele Toti, seguito dal segretario Cgil Domenico Contino: «Perché queste persone – ha detto Toti riferendosi ai lavoratori – sono state colpite nella dignità». Da qui la riflessione su un contesto occupazionale che il governatore descrive con particolare allarme: «Perché la disoccupazione – ha spiegato – in un momento in cui la domanda interna è bloccata, difficilmente potrà essere riassorbita anche con un’eventuale ripresa. Le aziende che lavorano, ormai, lo fanno quasi unicamente per l’export. E su questo, purtroppo, la Regione può fare davvero poco. Occorrerebbe che lo Stato intervenisse per “inventarsi” un po’ di lavoro e rimettere in moto un po’ di economia. Non credo che basti ridurre il cuneo fiscale per far ripartire il Paese. Bisogna provare a resistere tutti insieme».
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