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Riapertura record per il ristorante sommerso dall’acqua

Riapertura record per il ristorante sommerso dall’acqua

Santa Croce: parenti, amici e semplici conoscenti hanno aiutato Filippo a ripulire il “Ristoro sull’Arno”

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Accanto alla porta del locale c’è ancora il segno, con tanto di cartello, a indicare il livello raggiunto dalla piena dell’Arno nel lontano ’66, quando l’acqua sommerse quasi interamente la piccola struttura all’epoca sede dei Canottieri di Santa Croce. Struttura che da qualche anno ha conosciuto una nuova vita, ma che ancora una volta, lo scorso venerdì 31 gennaio, è tornata ad essere invasa dalle acque melmose del fiume, fino a sfiorare addirittura il mezzo metro di altezza. Immediato l’allarme. La telefonata nel cuore della notte che ha svegliato Filippo Labruna, 34 anni, gestore del ristorante “Ristoro sull’Arno”, inaugurato da pochi anni nel piccolo edificio a ridosso dell’argine. Davanti agli occhi il locale invaso dalla piena: il parquet, i tavoli e le sedie ormai inzuppati nel fango.

«Ho pensato subito al peggio – racconta – anche perché questa è la mia unica attività».

A distanza di appena sei giorni, invece, e contro ogni previsione, il piccolo ristorante di Santa Croce ha riaperto i battenti nella giornata di giovedì, segnando probabilmente un piccolo record. Merito dell’aiuto e dell’impegno prezioso di amici, parenti, semplici conoscenti che si sono sentiti in dovere di dare una mano: una squadra di una dozzina di persone che in pochi giorni ha riportato a lucido il locale, costretto ovviamente a fare i conti con un elenco di danni consistente. Basta scorrere le foto del disastro lasciato dalla piena, con lo strato denso di fango rimasto appiccicato ovunque.

«Ho dovuto buttare via le sedie, gli ombrelloni, i tavoli accatastati all’esterno – spiega Filippo – oltre ovviamente alla materia prima. In tutto, unito alle spese per la manutenzioni e considerando i giorni di lavoro persi, ho stimato un danno di almeno 15mila euro. E di questi tempi è un colpo davvero duro. Ho cercato di limitare le spese arrangiandomi il più possibile con amici e parenti. Devo anche ringraziare i ragazzi della protezione civile, che il giorno dopo la piena si sono spesi per togliere tutto il fango».

Dentro il locale, adesso, si respira un odore di nuovo: «Ho dovuto rimbiancare tutto – aggiunge – oltre a ripulire tutti gli arredi che siamo riusciti a recuperare. Non ce l’avrei mai fatta senza l’aiuto degli amici ma anche di semplici conoscenti: alcuni sono arrivati con gli stivali, altri mi hanno chiamato solo per sapere se potevano aiutarmi in qualche modo. Sinceramente non me l’aspettavo e voglio ringraziarli tutti». Da giovedì, quindi, a tempi di record, il ristorante è tornato a servire i suoi piatti di pesce, principale specialità del locale: una cucina creativa, moderna, in un luogo senz’altro insolito nato dal legame tra Santa Croce e il suo fiume.

Giacomo Pelfer

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