Il dolore
Il Consorzio non convince i cittadini
La gente invoca la magistratura: vogliamo conoscere le cause dell’alluvione. Tutti contro i rimborsi legati all’Isee
PONSACCO. Come il fiume Era in piena ha invaso le loro case, così gli abitanti della zona di Ponsacco colpita dall'alluvione una settimana hanno riversato la loro rabbia e la frustrazione sul direttore del Consorzio bonifica, Gianluca Soro, presente all'incontro con i cittadini insieme al sindaco Alessanfro Cicarelli. Una rabbia che cercava un colpevole di quel metro e mezzo d'acqua che si portato via cucine, taverne, elettrodomestici, ma anche anni di vita passati in aziende. I ponsacchini hanno messo sotto accusa la manutenzione agli argini della zona. Ma hanno anche chiesto a Cicarelli il motivo per cui «il Comune non ha presentato un esposto o una denuncia alla magistratura per individuare le responsabilità".E il sindaco ha risposto che "se pensate sia questo il problema più urgente, ne parlerò col segretario comunale. Secondo Aldo Gliozzi, «potrebbe essere un modo per permettere ai cittadini di costituirsi parte civile e provare a recuperare i soldi spesi e persi durante e dopo l'alluvione». Anche perché, proprio l'aspetto economico è uno dei temi che hanno scaldato a sala Valli. La contestazione è arrivata appena il sindaco ha ricordato i tre milioni stanziati dalla Regione per i primi aiuti alle famiglie dei comuni toscani alluvionati negli ultimi mesi, che sarebbero poco più di 170. «La divisione fa 14mila euro a comune», ha ricordato qualcuno della platea. «C'è chi ha perso tutto - ha gridato una studentessa - Io non ho più nemmeno un quaderno dove preparare un esame per l'università».
Un altro ragazzo ha detto amaramente alle autorità: «Come pensate che possiamo avere fiducia in voi?". Decine di voci dei ponsacchini hanno tirato in ballo la manutenzione degli argini che non verrebbe fatta adeguatamente. Soro ha risposto negando tutto questo, ma sottolineando il fatto che «al Consorzio spetta quella ordinaria. Mentre l'argine avrebbe bisogno di essere rinforzato, visto che risale agli anni Settanta e che da allora non ha subito più investimenti. La manutenzione serve. Non cerchiamo il risparmio, ma l'ottimizzazione, perché col contributo che prendiamo dobbiamo stare attenti alle spese. Il taglio meccanizzato col trattore serve, perché l'operatore segnala eventuali problemi. Le cataratte servono a far uscire l'acqua dalla parte della campagna. Il nostro compito è quello di assicurarci il giusto corettamento delle cateratte. «Diteci da chi dobbiamo andare per trovare il colpevole di quello che è avvenuto», è stata la richiesta del pubblico, obbligando Soro a spiegare i motivi dell'alluvione. «Secondo noi, ma si tratta di un parere sommario, visto che per capirne i motivi bisognava essere sul posto in quel momento - ha spiegato il direttore - si potrebbe essere creato il cosiddetto fontanazzo, cioè un buco dovuto all'azione erosiva dell'acqua, specie quando si crea una piena. Purtroppo non siamo né autorizzati, né in grado di effettuare investimenti e opere sugli argini e i fiumi di nostra competenza. Ma quello che rappresenta la nostra sfera di competenza è sempre stato portato avanti con coscienza e con buoni risultati».
Parole che hanno alimentato la frustrazione dei ponsacchini che hanno urlato «i risultati del vostro lavoro li abbiamo visti venerdì mattina».
E c'è stato chi, come Sonia Ferraro, ha criticato i lavori da poco ultimati di rispristino all'argine rotto: «È inutile che abbiano pettinato l'argine, quando invece in mezzo ci sono tronchi e buche. Io non mi fido più del Consorzio, visti che nessuno controlla quelli che effettuano le pulizie sugli argini e nei fossi». Lunedì, da Ponsacco, dovrebbe passare Gabrielli, il capo della Protezione civile. Cicarelli punta anche su questa presenza per continuare a mantenere viva l'attenzione su quanto accaduto a Ponsacco. «Gli aiuti della Regione potrebbero crescere se la questione diventasse di ambito nazionale - ha detto il sindaco - e altre risorse, come agevolazioni dalle banche o dalle società di gestione dei servizi, potranno essere sommate alle cifre che ha promesso il presidente della Regione, Enrico Rossi». Visi scettici da parte delle persone presenti in sala e teste che si abbassavano, quasi a significare il senso d'impotenza davanti a fatti del genere a e situazioni che sembrano non avere nè responsabili, nè soluzioni.
Andreas Quirici
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