Il Tirreno

Pontedera

La rabbia dei ponsacchini dopo l'alluvione

di Andreas Quirici
La rabbia dei ponsacchini dopo l'alluvione

Infuocata riunione tra i cittadini e i rappresentanti di Comune, Protezione civile e Consorzio bonifica Valdera

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PONSACCO. Riunione infuocata nella sala Valli a Ponsacco tra i cittadini coinvolti dall'alluvione del fiume Era di venerdì scorso (31 gennaio) e i rappresentanti del Comune, del Consorzio bonifica Valdera e della Protezione civile. L'arrabbiatura degli abitanti della zona invasi dall'acqua è esplosa verbalmente quasi subito, lanciando accuse di scarsa manutenzione dell'argine che si è rotto e che ha invaso parte di Ponsacco.

Sotto accusa il direttore del Consorzio, Gianluca Soro, che si è presentato davanti ai cittadini provando a spiegare il lavoro dell'ente: "Facciamo manutenzione ordinaria e non è nostro compito effettuare lavori straordinari, come il rinforzo degli argini o nuove idrovore". Questo non è servito a calmare la rabbia dei ponsacchini presenti che hanno chiesto spiegazioni sui motivi della rottura dell'argine. "Probabilmente è colpa del cosiddetto zampillo - ha spiegato ancora Soro - Si tratta dell'erosione progressiva delle sponde dell'argine durante le varie piene che si sono verificate negli anni". Nei giorni scorsi, esponenti dello stesso ente avevano ipotizzato che la causa di quanto accaduto a Ponsacco fossero le tane scavate dalle nutrie. "Come pensate che possiamo avere fiducia in voi dopo quello che è accaduto?", ha chiesto un giovane alle autorità presenti.

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