La manifestazione
Assolti i commercianti di pellami
In primo grado erano stati condannati per truffa. «Il fatto non sussiste»
SANTA CROCE SULL’ARNO. In quattro erano finiti a giudizio e condannati in primo grado per truffa. Erano stati accusati di aver truffato una ditta romena per mancati pagamenti di pelli fornite per la quasi totalità nel 2006 e, per una minor parte, nel 2007. Già in primo grado vi era stata assoluzione per le forniture effettuate nel 2006; vi era stata invece condanna per le forniture del febbraio del 2007, ritenute frutto di un fantomatico (tale poi si è rivelato) raggiro.
La corte d' appello di Firenze ha assolto i quattro per insussistenza del fatto. Infatti, in epoca successiva alle forniture del febbraio 2007, i quattro avevano tenuto condotte incompatibili con la truffa: avevano cioè effettuato bonifici per oltre 80.000,00 euro, avevano restituito pellame per 138.000 dollari ed avevano persino rilasciato fideiussioni personali. La vicenda era avvenuta tra Lari e il comprensorio del Cuoio. Diana Panicacci, originaria di Santa Croce sull'Arno e ora residente a Lari, Carlo Bonsignori, 67 anni, residente a Lari, e Roberta Pucci, 49 anni, nata a Fucecchio e residente anche lei nel comune di Lari, vennero denunciati per truffa dall’azienda che aveva venduto loro il pellame, anche se avevano pagato i quattro quinti della fornitura.
La denuncia aveva portato a processo i quattro che, in tribunale a Pontedera, erano stati condannati.
Il giudice li aveva inoltre condannati a pagare il risarcimento dei danni alla parte civile da stabilire con un giudizio in sede civile. Nel frattempo dovevano pagare, così aveva stabilito il giudice, una provvisionale di centomila euro alla parte danneggiata. La vicenda, anche se chiusa dal punto di vista penale, vede tutt'ora pendente il contenzioso civile, nel quale i quattro contestano a pieno titolo l' esistenza del debito, come spiega l’avvocato Gabrio Bagnoli.(s.c.)
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