Sicurezza
Mani tese ai minori stranieri
Parte “I Care”, il progetto d’integrazione della Società della Salute
CASTELFRANCO DI SOTTO. Prende vita “I Care”, il progetto che propone interventi concreti a favore dei giovani stranieri nelle zone del Valdarno Inferiore e della Valdera. L'iniziativa, presentata dal presidente della Società della Salute del Valdarno Inferiore Vittorio Gabbanini, dal direttore tecnico Franco Doni e dalla responsabile dell'area progettuale immigrazione e lavoro Giuseppina Romeo, pone particolare attenzione ai comuni con le più alte quote di minori stranieri (Santa Croce sull'Arno, Castelfranco di Sotto e Pontedera) al fine di aiutare questi ragazzi a non abbandonare il proprio percorso di studi, ad integrarsi sia a livello scolastico che extrascolastico e ad inserirsi nel mondo del lavoro. Supporti specifici sono stati pensati soprattutto per i minori non accompagnati, per i quali il progetto prevede programmi di accoglienza, affido e presa in carico, e per quelli di seconda generazione nati in Italia (o arrivati nel nostro paese nei primi anni di vita); entrambi affronteranno un percorso d'inserimento e mediazione a scuola, con l'insegnamento dell'italiano quale seconda lingua, e parteciperanno ad attività interculturali utili a riflettere sul tema della cittadinanza, potenziare le relazioni sociali e valorizzare le diverse culture, lingue, e identità.
La proposta, fatta insieme all'Unione Valdera, all'associazione Arturo, alla coop “Il Progetto”, alla Tavola della Pace e al consorzio “Co & So”, è stata approvata e finanziata dall'Unione Europea per un importo pari a 132mila euro. Questa vede il suo investimento più sostanzioso in interventi scolastici che riguardano 22 istituti comprensivi e superiori del territorio, tra i quali vi sono quelli con la più alta concentrazione di stranieri, come la scuola media “Banti” di Santa Croce e l'Ipsia “Pacinotti” di Pontedera, ma anche l'istituto tecnico “Cattaneo” di San Miniato, il cui dirigente scolastico Alessandro Frosini spiega: «L'integrazione di un ragazzo straniero inizialmente non è semplice, poiché è necessario superare problemi come l'espressione e comprensione della lingua; così, dapprima attuiamo interventi diretti nei confronti dei neo-arrivati e successivamente proponiamo progetti interculturali che coinvolgono l'intera classe, al fine di aumentare la capacità di conoscenza reciproca». Parole che al “Cattaneo” si concretizzano con il recente avvio del corso base di lingua cinese, un lavoro partito in maniera sperimentale che è riuscito a coinvolgere ben 54 ragazzi. Altro oneroso intervento prevede, invece, l'ampliamento dei servizi di ospitalità per i minori non accompagnati, che si avvale anche della disponibilità di una rete di famiglie ospitanti.
Serena Di Paola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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