Sicurezza
«La sezione distaccata deve essere riaperta»
Il sindaco scrive di nuovo al Ministero. In questi mesi, cioè da quando è stata decisa la chiusura, tanti disagi. E il trasloco resta da organizzare
PONTEDERA. Il Comune tenta di riaprire la partita sulla sede distaccata del tribunale di Pisa, chiusa lo scorso autunno dalla riforma della geografia giudiziaria varata dal Governo. Il sindaco, Simone Millozzi, che di professione fa l’avvocato, ha scritto al ministero della Giustizia, al sottosegretario di Stato alla Giustizia, alla commissione giustizia della Camera dei deputati e a quella del Senato oltre che ai vertici amministrativi del dipartimento per gli affari di giustizia e al presidente del tribunale di Pisa, Salvatore Laganà. In questi mesi, cioè da quando la sede distaccata è stata soppressa, non si è riusciti, per diversi motivi, ad organizzare il trasloco definitivo. E l’accorpamento con Pisa ha creato una serie infinita di disagi, rallentando ulteriormente i tempi dei processi e innescato una sorta di caccia al tesoro, specialmente in alcune giornate, per la ricerca dei fascicoli processuali.
«Chiedo che venga riaperta la sezione distaccata – dice il sindaco Millozzi – in questi mesi abbiamo visto che ci sono state molte difficoltà con ricadute negative per cittadini e aziende. Credo che Pontedera abbia tutti i requisiti per ottenere una deroga». Il sindaco ha atteso per mesi prima di sollecitare di nuovo il Ministero. «Si deve notare che i locali dell’ex sezione discatta sono ancora occupati da cose non appartenenti all’amministrazione comunale». Molti fascicoli e gli arredi sono al loro posto. La sezione distaccata potrebbe ripartire senza grandi problemi.
«Chiedo la riapertura della sezione distaccata in conformità a quanto auspicato nel parere della commissione giustizia del Senato sullo schema di decreto legislativo che riguarda le “Disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 7 settembre 2012, numero 155 e 7 settembre 2012, numero 156, per assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari”», scrive il sindaco. La commissione dopo aver citato espressamente la sezione di Pontedera tra quelle con indici elevati di sopravvenienza (nuove cause), «ha condizionato il proprio parere favorevole al fatto che siano istituite sezioni distaccate o, comunque, uffici giudiziari dei tribunali accorpanti nelle sedi dei tribunali soppressi».
Invece il decreto del Consiglio dei Ministri del 24 gennaio ha confermato l’impianto originario della riforma, provvedendo a riaprire le sole sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Portoferraio. Pontedera, insomma, non è stata presa in considerazione anche se ci sono le condizioni per valutare la questione. Ecco che il sindaco chiede «un tempestivo incontro presso la commissione per il monitoraggio della riforma per illustrare le conseguenze della soppressione, che ha reso più difficoltoso l’accesso al servizio della giustizia per le comunità territoriali, incidendo negativamente sul tessuto sociale, economico e imprenditoriale locale». Se l’atteggiamento di chiusura del Ministero non cambierà al Comune non resterà che chiedere il pagamento dei danni se non altro per l’occupazione senza motivo degli uffici giudiziari.
«Chiedo di procedere al completamento delle operazioni di trasloco. Se questo non sarà fatto all’amministrazione comunale spetterà l’indennità per l’utilizzo delle sede, oltre gli ulteriori oneri sostenuti». Una richiesta che il sindaco aveva prospettato già al momento della chiusura della sezione distaccata e che non ha avuto corso solo per dare la possibilità al tribunale di Pisa di organizzarsi. Ma gli spazi non ci sono e cercarne di nuovi avrebbe costi elevati.
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