Il dolore
Chiude Benetton a Navacchio
Con la fine di febbraio andranno a casa i sette dipendenti del punto vendita al Centro dei Borghi
NAVACCHIO. Alla fine del mese il negozio Benetton nella galleria del Centro dei borghi a Navacchio chiude le saracinesca. La nota catena di abbigliamento rinuncia a causa della crisi alla piazza cascinese. Per i sette dipendenti scatterà la mobilità, stando a quando emerge dal primo confronto con i sindacati. Il punto vendita di Navacchio rientra in una serie di negozi che il gruppo, impegnato in una ristrutturazione, intende tagliare: in ballo ci sono circa duecento posti di lavoro. In altre realtà, come Pontedera per esempio, l’azienda ha accorpato i negozi per bambini con quello degli adulti così da tagliare il costo dell’affitto. A richiamare l’attenzione sul proprio destino occupazionale sono i dipendenti del negozio United Colors of Benetton. «Siamo sette persone che alla fine di febbraio si troveranno senza lavoro perché per riorganizzazioni aziendali il nostro punto vendita, come altri 50 sul territorio nazionale, non rientra più nei piani strategici e verrà chiuso». Chiuso con un mese di preavviso, fanno notare con amarezza i lavoratori. «Dopo quindici anni di risultati apprezzabili, anche in termini di fatturati, ci viene detto che il punto vendita non è più capace di mantenersi a causa del calo degli incassi, del canone di locazione alle stelle del costo del personale. Quindi cosa fanno? Mettono le persone a casa: "un passo dovuto purtroppo ma non possiamo fare altrimenti", "attiveremo le procedure per gli ammortizzatori sociali" e così si sono messi in pace con la coscienza». Ma i dipendenti si chiedono quale sarà la loro sorte e soprattutto se questo passaggio poteva essere evitato. «E di noi che ne sarà? Ci sono persone alla soglia dei 50 anni le quali hanno come unica fonte di guadagno lo stipendio che deriva da questo lavoro, con mutui da pagare e figli da crescere ed anche per le dipendenti più giovani medesima situazione. Purtroppo ricominciare da capo in Italia non e' permesso. Una persona che ha svolto un lavoro per 20-25 anni non ha la possibilità di reinventarsi in un'altra professione a meno che non tenti la strada di un'attività in proprio. Questa è a realtà». I dipendenti rivolgono alcune domande alla proprietà dell’azienda. Chiedono ai vertici della catena se si sono sacrificati come i dipendenti. «Avete provato a "tirare la cinghia" per trovare soluzioni atte alla conservazione dei posti di lavoro? È vero l'abbigliamento è in forte crisi, forse più di ogni altro settore, ma avete molte altre risorse ad esempio Autostrade per l'Italia-Autogrill-Aeroporti di Roma-quote degli aeroporti di Torino e Firenze-quote di Alitalia e Grandi Stazioni che fatturano cifre da capogiro. Avete provato a dirottare risorse per il potenziamento aziendale oppure non c'è più interesse?» «Ci rendiamo conto che queste sono solo le nostre riflessioni, di persone che sono ben coscienti che dalla fine del mese non avranno più un posto di lavoro». Gli addetti del punto vendita di Navacchio ringraziano la clientela che nel corso di questi anni ci ha dimostrato affetto».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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