Un progetto di una struttura unica di pronto soccorso
BUTI. Parte da Buti la (possibile) rivoluzione del servizio sanitario della bassa Valdera. Novità destinate a cambiare le abitudini dei cittadini, nuovi progetti che dovrebbero semplificare la vita...
BUTI. Parte da Buti la (possibile) rivoluzione del servizio sanitario della bassa Valdera. Novità destinate a cambiare le abitudini dei cittadini, nuovi progetti che dovrebbero semplificare la vita ai pazienti.
Come la creazione di una struttura unica di pronto soccorso e la condivisione on-line dei dati degli utenti, servizi possibili grazie alla messa in rete dei dati dei pazienti.
Per ora sono proposte messe su carta. Ma presto potrebbero far nascere qualcosa di concreto.
Intanto si è tenuto al Centro giovani di Cascine di Buti l’incontro tra i medici dell’Aft (Aggregazione funzionale territoriale), che comprende i comuni di Buti, Bientina, Calcinaia e Santa Maria a Monte. Il primo passo per affermare una sinergia a livello sanitario tra i quattro comuni.
«Per ora dobbiamo ringraziare il sindaco Alessio Lari e l'assessore Isa Garosi per l’ospitalità – dice il dottor Natale Niccolai, coordinatore Aft – questo appuntamento è stato molto importante per mettere le basi ai nostri progetti. Ora presenteremo le proposte al direttore generale dell’Asl Rocco Damone e parleremo di come metterle in pratica, sempre con la collaborazione di Asl 5 e l’ospedale Lotti di Pontedera».
L’obiettivo è quello di garantire un servizio migliore ai cittadini dei quattro comuni, attraverso procedure più snelle ed efficienti.
«È l’inizio di un nuovo percorso di assistenza sanitaria – spiega Niccolai –. Prima di tutto vorremmo condividere in una banca dati comune le informazioni dei pazienti, per favorire l'intervento di un eventuale sostituto in caso di assenza del medico personale. Poi abbiamo pensato alla creazione di un ambulatorio a cui si possano rivolgere tutti i cittadini di Buti, Bientina, Calcinaia e Santa Maria a Monte, che sarebbe utilissima soprattutto nei casi di urgenza». Si tratterebbe di una struttura sempre disponibile, aperta 24 ore su 24.
«Se qualcuno trovasse l’ambulatorio chiuso non dovrebbe più preoccuparsi. Prima di andare al pronto soccorso potrebbe passare prima da questa nuova struttura. È una nuova forma organizzativa che può migliorare notevolmente la qualità del servizio».(l.l)
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