Proteste
«Sui tempi di Roffia nessuna certezza»
I cittadini di Roffia e Ontraino sarebbero pronti a chiedere spiegazioni e provvedimenti alle istituzioni sull’emergenza. Sotto accusa ci sono i lavori per la cassa d’espansione dei Piaggioni,...
I cittadini di Roffia e Ontraino sarebbero pronti a chiedere spiegazioni e provvedimenti alle istituzioni sull’emergenza. Sotto accusa ci sono i lavori per la cassa d’espansione dei Piaggioni, bloccati da quasi un anno per le vicende che hanno coinvolto le società che si sono avvicendate nell’appalto, con il cantiere rimasto fermo, a metà, senza le dovute contromisure per garantire la sicurezza dei centri abitati. È questo l’argomento che tiene banco tra i cittadini delle due frazioni, che si sono già riuniti per valutare possibili azioni o iniziative a tutela della propria sicurezza e per valutare eventuali responsabilità. Intanto i lavori di messa in sicurezza proseguono senza sosta. Un tour de force lungo il margine ovest del bacino, per ricostruire al più presto l’argine che venerdì si è assottigliato vistosamente sotto la potenza della piena, entrata attraverso la foce del vecchio rio Arnino che, in base al progetto, doveva essere interrato per lasciare il posto al nuovo tracciato, rimasto incompiuto con lo stop ai lavori. «La cassa non potrà vedere la luce nei termini previsti – dice il segretario generale dell'Autorità di bacino dell’Arno, Gaia Checcucci –, a causa del fallimento della ditta vincitrice dell’appalto e ancora una volta di un ricorso, questa volta al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che ha annullato il provvedimento di esproprio fatto dal Comune, obbligandolo nei fatti a reiterare l’intera procedura. Motivi che, uniti insieme, hanno di fatto determinato la sospensione dei lavori, senza lasciare alcuna certezza sulla loro ripresa».
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