Lutto
«Si disperava: “Mi hanno portato via tutto, soldi e oro, erano due”»
Il racconto della cognata e di una vicina di casa di Gina Bonciolini, la reazione di rabbia quando ha capito di essere stata presa di mira dai truffatori. Le indagini dei carabinieri
SAN MINIATO. «Erano vestiti da idraulico, avevano le tute blu, ero nel cortile. Hanno voluto che li accompagnassi a vedere le cannelle...». Con la voce tremante Gina Bonciolini, 84 anni, prima di essere uccisa da un infarto, chiede aiuto alla cognata, anche lei ottantenne, Ida Campinotti Maffei, che abita al piano terreno di una palazzina di via Giardino a Ponte a Egola. Un racconto, quella della pensionata, fatto di rabbia e di paura. Piange. È appena stata derubata dei risparmi e di alcuni oggetti d’oro da due sconosciuti, due finti idraulici o operai dell’acquedotto. La vedova quando capisce di essere stata raggirata chiama il figlio e fa in tempo a chiedere aiuto alla cognata. Non riesce a farsi una ragione di quello che le è successo. È spaventata ma anche alterata, così dicono i parenti della povera donna. Anche se in maniera confusa per lo choc la donna, in una prima fase, dice di avere trovato quei due uomini nel cortile di casa, a metà mattina. Con una scusa, una delle più classiche del repertorio utilizzato per le truffe porta a porta di cui sono proprio gli anziani il principale bersaglio, i due uomini, alti circa un metro e ottanta, con i berretti per non farsi riconoscere, entrano in azione dopo avere suonato, ma invano, alla porta di casa della cognata della vittima. «Mi ha detto – ha riferito in seguito la cognata ai carabinieri - che poi l’avevano convinta a salire in casa».
Non è chiaro se i due abbiano minacciato la pensionata o se l’abbiano distratta per derubarla. Certo è che, vinta la diffidenza della pensionata, riescono a portare via dalla cucina un barattolo al cui interno ci sono soldi, circa 300 euro, e alcuni oggetti d’oro, i ricordi di una vita. Preso il denaro, i due sono andati via correndo molto velocemente, stando alle testimonianze di alcune vicine della vittima.
«Gina ha poi chiamato il figlio Michele – ha raccontato ancora la cognata ai carabinieri – ma poi deve essersi sentita male. Quando l’ho trovata non era cosciente». A trovarla ormai agonizzante, dopo che si era seduta su una poltrona forse per cercare di calmarsi, è la cognata, poco prima di mezzogiorno. È lei a chiedere aiuto, facendo poi intervenire anche i mezzi del 118. «L’ambulanza è rimasta qui tanto tempo, almeno due ore – racconta Brunetta Costagli, una vicina – Noi ci siamo resi conto di quello che era successo perché prima abbiamo sentito Gina che chiedeva aiuto, che raccontava quello che gli avevano fatto due uomini. Li ho visti correre, ma non saprei dire se avevano una macchina o un furgone. Lei era disperata, continuava a dire “Mi hanno portato via tutto”. Dopo è arrivata l’ambulanza perché Gina si era sentita male». Un’altra pensionata, che abita di fronte alla palazzina della vittima, Luisa Calvani, 80 anni, è convinta che i due falsi operai siano saliti su un’auto «di colore nero, tutta polverosa». Lo ripete per strada ai carabinieri della compagnia di San Miniato, intervenuti insieme ai militari del reparto operativo del comando provinciale, in via Giardino. Lungo il sopralluogo dei militari nella cucina e dove è stata notata la presenza dei due ladri in cerca di impronte che possano aiutare a identificarli.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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