Il Tirreno

Pontedera

«Non si può stare tranquilli neppure a casa»

«Non si può stare tranquilli neppure a casa»

C’è chi non crede che sia gente che arriva da lontano: hanno un basista, conoscono le situazioni

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SAN MINIATO. Si avvicinano lentamente alla casa della vittima, dove ancora sono al lavoro i carabinieri, gli abitanti di via Giardino, a Ponte a Egola. Scuotono la testa, pensano ai familiari e alla circostanze in cui è morta la pensionata.

«Inutile negarlo – raccontano alcune donne che abitano nella stessa strada – non si può stare tranquilli nemmeno in casa nostra. E non ci vengano a raccontare – aggiunge Anna – che i ladri arrivano da lontano. Devono avere un basista, sanno dove andare a colpire. In casa mia in un anno i ladri sono venuti tre volte». Uno dei due falsi idraulici avrebbe detto alla pensionata - poi morta per un infarto - che conosceva il figlio Michele. Era solo un modo per convincerla che poteva stare tranquilla. Non era vero, ovviamente. Ma questo la donna lo ha capito quando ormai li aveva lasciati entrare in casa, al primo piano della palazzina dalle pareti chiare, in una zona residenziale.

Dai racconti dei cittadini si scopre che di furti nella stessa strada ce ne sono stati altri. Nel fine settimana due ladri sono stati messi in fuga da un’abitazione (alle 19 di sabato) che si trova pochi metri più lontano da quella della pensionata morta.

Anche Domemico De Carolis, che abita della stessa zona, non nasconde la sua amarezza e preoccupazione per il ripetersi dei furti.

«Ho avuto a che fare con i ladri tre volte in casa e quattro volte nell’orto. Di recente in questa strada sono stati visti e messi in fuga due uomini. Ma non è facile difendersi...».

Furti in casa, truffe porta a porta, anche una provincia tutto sommato abbastanza tranquilla deve fare i conti con la microcriminalità. E non dimenticare che le aziende di pubblica utilità, i gestori di luce, gas, acqua, non inviano mai i controlli nelle case senza aver affisso preventivamente avvisi nei palazzi. È importante non fare entrare in casa chi pretende di visionare bollette o contatori. È il primo consiglio delle forze dell’ordine in una sorta di vademecum contro le truffe agli anziani. Un consiglio che avrebbe potuto salvare la vita alla donna di San Miniato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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