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Ferrovie: «Non siamo deputati alla movimentazione delle paratie»
Dagli uffici toscani di Ferrovie dello Stato Italiane arrivano alcune precisazioni in merito alle cateratte lungo la linea ferroviaria in località Casteldelbosco. «Le accuse nei confronti di Ferrovie...
Dagli uffici toscani di Ferrovie dello Stato Italiane arrivano alcune precisazioni in merito alle cateratte lungo la linea ferroviaria in località Casteldelbosco. «Le accuse nei confronti di Ferrovie relative alla tardata chiusura delle cateratte sono prive di ogni fondamento – afferma l’azienda –. Non esiste alcun protocollo di gestione delle emergenze che individua in Rete Ferroviaria Italiana il soggetto deputato alla movimentazione (apertura e chiusura) delle cateratte. La manovra delle paratoie è di competenza dei soggetti che si occupano della protezione del territorio». Che aggiunge: «Rfi non ha alcun ruolo decisionale in merito ma collabora su richiesta, come avvenuto il 31 gennaio. Nel corso di diversi incontri è emerso che il Ministero dei lavori pubblici ha invitato il sindaco di Montopoli Valdarno ad attivarsi per gli interventi presso le amministrazioni competenti (Regione e/o Consorzio di bonifica) e, quale organo di protezione civile, adottare tutte le necessarie iniziative a tutela della pubblica e privata incolumità tenendo conto dello stato di inefficienza degli attraversamenti (cateratte)». Inoltre, ha escluso dice Ferrovie «categoricamente che sia le cateratte che il rilevato ferroviario possano essere considerati, anche indirettamente, opere idrauliche provviste di classifica». RFI ha espresso formalmente il proprio diniego «al ripristino della funzionalità delle nove cateratte proposto dal Consorzio di bonifica Valdera, ribadendo la necessità di dismettere le paratoie. D’altronde, come stabilito dalle norme in vigore, il rilevato ferroviario non rappresenta un valido sbarramento a eventuali esondazioni del fiume. Anzi, in caso di esondazione lo stesso rilevato potrebbe essere danneggiato cedere improvvisamente sotto la spinta dell’acqua, generando un pericolo improvviso per le zone limitrofe».
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