Il Tirreno

Pontedera

«Colpa dell’acqua verifiche in altre zone»

di Francesca Suggi
«Colpa dell’acqua verifiche in altre zone»

Parla la Sovrintendenza: la vera questione è capire dove si infiltra serviranno controlli pure sulla parte finale della strada e su via Flacco

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VOLTERRA. «Tutta colpa dell’acqua, la vera questione è capire da dove si infiltra». Non ha dubbi Riccardo Lorenzi, della Sovrintendenza di Pisa. Quel territorio lo conosce bene, ne ha chiare le problematiche e ora più che mai urge un intervento a monte complessivo. Uno studio completo sulle fragili terre volterrane: orografia, regimazione delle acque, geologia, ingegneristica, verifiche strutturali. Paradossalmente il recupero di quei trenta metri di mura medievali precipitate nel baratro in una notte di bomba d’acqua, sono l’ultima fase della maxi operazione.

«Questa frana da disgrazia deve trasformarsi in un’opportunità per un progetto serio: tutta la collina su cui poggia Volterra potenzialmente ha lo stesso pericolo. Per questo serviranno verifiche e approfondimenti, nell’immediato sulla strada di sopra, via Persio Flacco e nel tratto finale rimasto in piedi di via Lungo le Mura», continua.

Troppe mani nel tempo sono intervenute su quelle antiche terrazze a pietre sul mondo. «Solamente per quanto ci riguarda – va nei dettagli – abbiamo fatto due interventi in quella stessa zona, uno negli anni Cinquanta e uno negli anni Novanta e dalle indagini storiche si evince che anche nei secoli precedenti se ne sono stratificati altri».

La premessa di Lorenzi serve a posare la lente sulle cause del crollo. Proprio in quel punto. Esattamente nel cuore del quartiere degli artisti. Nell’anima di pittori, scultori e alabastrai che là hanno il loro studio. Nel dolore delle 11 famiglie evacuate che quotidianamente si ritrovano al Caffè dei Fornelli, baluardo ferito, sopravvissuto alla voragine.

«Quello è un punto esposto all’impluvio dell’ acqua: è lei ad aver creato lo sfondamento che ha determinato questa rottura perpendicolare a strapiombo. Il pericolo di ulteriori crolli è innegabile, per questo bisogna intervenire subito».

La situazione dal punto di vista orografico è delicata. «Fino ad ora non abbiamo mai avuto un quadro chiaro e definito, così come non abbiamo ancora una visione adeguata della regimazione delle acque, cosa che non abbiamo mai portato avanti per la nota mancanza di fondi».

Cogliere “la disgrazia” al balzo, quindi.

Adesso che i ministri Carrozza e Bray sono venuti, hanno visto con i propri occhi, si sono impegnati personalmente sulle risorse da destinare a Volterra, è bene fissare sulla carta numeri e programmare interventi. Così la Regione: il presidente Rossi ha dimostrato di esserci. «La prima fase è quella di studiare la componente geologica e ingegneristica del tutto, l’ultima fase quella del recupero delle mura, che sarà fatta ripartendo dalle pietre che sono franate».

Voglia di battere l’emergenza sul tempo anche da parte di Graziella Ceravolo e Marco Trambusti della Regione. «Vanno prese soluzioni rapide per mettere in sicurezza, da subito, i palazzi in bilico sul niente: come di prassi faremo verifiche anche sul resto della strada e sulle zone limitrofe».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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