Il Tirreno

Pontedera

Quegli oggetti rimasti nei campi

Quegli oggetti rimasti nei campi

L’acqua che ha invaso le abitazioni si è portata via scatole, libri e documenti

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PONSACCO. Venerdì quel boschetto e i campi tra via Donizetti e via Chiavaccini erano pieni di acqua, fango e disperazione. Molti oggetti galleggiavano senza che nessuno ci facesse troppo caso. C’era altro e a cui pensare, del resto. Ma oggi che il terreno si sta via via asciugando, anche se resta melmoso come fosse una palude, affiorano i resti di una giornata che Ponsacco difficilmente dimenticherà. C’è anche un’enorme buca, di un metro di diametro, causata dal terreno che è collassato.

Dai contenitori in plastica a un frigorifero, passando per una cartolina di buon Natale a vari documenti di un’azienda e per finire con una scatola di una Barbie senza la famosa bambola all’interno.

Per fortuna. Già, almeno il giocattolo è rimasto nelle mani della bambina la cui casa è stata verosimilmente invasa dalle acque del fiume Era, il cui argine si è frantumato all’improvviso lasciando poche cose da fare agli abitanti della zona, se non mettere in salvo le cose davvero importanti.

Quella scatola è il simbolo di una tragedia sfiorata, che ha trascinato e invaso cose. E non persone. Ma anche questa consolazione non alleggerirà il pensiero di chi, in venti minuti, si è ritrovato con il fiume in casa ad altezza variabile, ma non più bassa del ginocchio. Una marea di fango che ha invaso garage e taverne, aziende e piani terreni di abitazioni costruite a ridosso di un bacino difficile come quello dell’Era. Il frigorifero appoggiato a una vigna, poi, è un altro elemento caratteristico del venerdì nero vissuto dai Ponsacchini.

All’interno prodotti per lavoro come diluenti o liquidi vari. Non cibo, altra fortuna. Ma inevitabilmente il pensiero corre a chi, da quell’alluvione, ha visto pesantemente danneggiato il proprio luogo di lavoro, come la Marmotec, i cui documenti sono sparsi un po’ ovunque tra i campi e il boschetto a ridosso dell’argine. Una ferita che dovrà essere rimarginata per non veder svanire i sogni di una famiglia che ha investito le energie di due generazioni e che si sta impegnando per la terza volta.

Il terzo giorno dal dramma è fatto ancora di mobili accatastati, autobotti per togliere acqua e melma dai tombini e pulizie dal fango che sembrano non finire mai.

Appoggiati a molti cancelli o muri di recinzione ci sono ancora numerosi sacchetti di sabbia, quelli distribuiti dai soccorritori nella tarda mattinata di venerdì. Quando ormai non c’era più niente da fare per la gente di Ponsacco.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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