Il Tirreno

Pontedera

Le ruspe al lavoro sull’Era per ricucire quello “strappo”

di Andreas Quirici
Le ruspe al lavoro sull’Era per ricucire quello “strappo”

Prime ipotesi sulle cause: i tecnici puntano il dito sulle tane scavate dalle nutrie e dai castorini «Qui, però, non erano mai stati avvistati, mentre più a monte ci eravamo imbattuti anche in volpi»

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PONSACCO. Quello squarcio di venti metri sull’argine dell’Era sta per essere riparato. Le ruspe sono al lavoro da venerdì pomeriggio e per la giornata di domani dovrebbero aver finito di riparare il danno fatto dall’acqua del fiume.

Gli uomini del Consorzio Bonifica Valdera stanno lavorando 24 al giorno per riportare la situazione alla normalità. Contemporaneamente, stanno conducendo anche indagini tecniche per capire i motivi della rottura dell’argine.

E una prima ipotesi punta il dito contro le tane scavate sullo stesso argine dalle nutrie. «È ancora presto per dirlo – spiega Roberto Picerno, tecnico del Consorzio di Bonifica Valdera, responsabile del cantiere sull’Era a Ponsacco – ma dai primi rilevamenti l’apertura dell’argine dovrebbe essere dovuta alle buche scavate dai cosiddetti castorini».

Che altro non è che il nomignolo affibbiato alle nutrie, roditori originari del sud America che hanno tendenza a scavare nel punto di contatto tra il corso d’acqua e il terreno. Infatti, secondo gli esperti, sono considerati una vera e propria piaga per dighe e sistemi d’irrigazione, visto che questi animali sono in grado di costruire sistemi di cunicoli che possono estendersi anche per 15 metri.

«Il problema è che in questo tratto di fiume non era mai accaduto una cosa del genere – riprende Picerno – Più a monte avevamo trovato tane di volpi o altri animali. Ma le nutrie non avevano mai fatto danni». Nelle ore immediatamente successive all’alluvione, in molti hanno accusato le autorità di scarsa manutenzione degli argini.

«Non è vero – dice ancora Picerno – perché facciamo pulizia della vegetazione come minimo due volte all’anno, evitando che si creino ammassi di piante che possono essere dannosi e favorendo il monitoraggio delle condizioni del terreno».

Le indagini dimostreranno le cause della rottura dell’argine. Intanto, però, i camion del Consorzio di Bonifica Valdera stanno trasportando una speciale miscela di terreno, composta da terra e argilla da Montaione a Ponsacco.

Ne serviranno tra i 600 e i 900 metri cubi per “ricucire” la falla e compattare l’argine con l’impiego degli escavatori e di un rullo a piede di pecora, una macchina speciale che sarà utilizzata per ottenere un livello di compattazione ottimale. Ieri mattina, le ruspe hanno raggiunto il punto di rottura, dopo che è stata costruita un piccolo viale dalla strada provinciale 13 (che collega Ponsacco a Capannoli).

Ottocento metri di terra per facilitare il passaggio dei mezzi, ma che ha richiesto forse più tempo del dovuto a causa del terreno, definito «un po’ troppo vivo» dai tecnici al lavoro tra Ponsacco e Camugliano. Proprio all’altezza della località in cui sorge la tenuta del noto marchese, l’argine dell’Era ha subito altri danneggiamenti che sono in corso di riparazione.

Gli occhi, però, sono puntato sui venti metri di apertura a Ponsacco, dove sono state montate tre torri-faro con le quali si potrà andare avanti anche di notte con i lavori, fino al loro completamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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