Trasporti
La confessione: «L’hacker sono io»
È stato Alessandro Salvadori a modificare le pagine Facebook della lista “Cittadini in Comune”. «L’ho fatto per tutelarmi»
SANTA CROCE SULL’ARNO. «Sono stato io. Sono io il misterioso “hacker” che ha modificato le pagine Facebook della lista “Cittadini in Comune”. Un’azione assolutamente legale, in quanto creatore e amministratore di questi profili».
Alessandro Salvadori sceglie di uscire allo scoperto, spiegando di aver messo mano alle pagine Facebook per tutelare la propria persona «da attacchi denigratori – dice – che peraltro erano già stati sferrati». La vicenda si riferisce ad una settimana fa, al 27 gennaio, quando i due account della lista “Cittadini in Comune” (uno per il capoluogo, l’altro per Staffoli) erano stati pesantemente modificati con la manomissione del simbolo, la cancellazione dei post più recenti e di numerose amicizie. Maurizio Donati, fondatore e coordinatore della lista, aveva annunciato possibili azioni legali, raccontando che negli sms di avviso, inviati dal centro di assistenza di Facebook, era rimasta traccia di «un numero di telefono riconducibile a elementi del centrodestra di Santa Croce». Il numero, appunto, era quello di Salvadori, segretario del Centro commerciale naturale, che proprio insieme a Donati aveva contribuito alla nascita di “Cittadini in Comune”, per poi aderire alla lista “Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli”. «Sono stato io – ha confermato ieri – ad entrare legittimamente nelle pagine Facebook modificandone impostazioni e accessi, e non, come si è dato ad intendere, con strumenti illegali propri di un “hacker”. In qualità di amministratore e creatore dei profili Facebook e dell’account Twitter, infatti, i recapiti telefonici e le credenziali, così come i relativi indirizzi mail appartengono al sottoscritto».
Salvadori si dice quindi «stupito delle frasi di solidarietà per il presunto sabotaggio», pronunciate all’indomani anche dal sindaco Osvaldo Ciaponi. «senza prima informarsi – dice – se chi aveva lanciato l’allarme fosse il legittimo creatore di quelle pagine». Un’azione, quindi, che Salvadori avrebbe condotto per tutelare se stesso da possibili strumentalizzazioni: «Essendo già trascorso molto tempo – spiega – dalla mia decisione di uscire dalla lista, mi sarei aspettato che chi aveva ancora interesse a mantenere le pagine attive, avesse l’accortezza di chiamarmi per chiedermi un’autorizzazione all’utilizzo e per le necessarie modifiche di contatto. Cosa che non si è verificata. Quindi, per tutelare la mia persona da eventuali querele, ho effettuato quelle modifiche per paura che venisse strumentalizzata la situazione o che, per ritorsione contro la mia legittima decisione di uscire dalla lista, venisse scritto qualcosa di offensivo». A spingere Salvadori, infatti, sarebbe stato soprattutto un comunicato di Donati, nel quale, pochi giorni prima, si chiedevano le dimissioni di Salvadori dal Ccn alla luce della sua adesione nella lista “Ricostruiamo Santa Croce”. Comunicato, appunto, pubblicato anche sulla pagina Facebook della lista. «Non era mia intenzione offendere nessuno – prosegue – se legittimamente ho preteso tutelare la mia figura da attacchi denigratori. Tuttavia, mi rammarico se questa vicenda è stata pretestuosamente portata in piazza con l’evidente intenzione di creare una “confusione mediatica”».
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