Il dolore
Ecco Patrik, il Renzi “de’ noantri”
Tancredi e la corsa a sindaco: non solo le idee ma anche il look del segretario Pd
SANTA CROCE SULL’ARNO. Solita postura, medesima camicia bianca, cravatta della stessa tinta. E maniche rigorosamente tirate su. “Perché qui c’è da fare, non si può perdere tempo”, penserà. Quello più a destra in foto deve ribaltare l’Italia, quello più a sinistra vuol cambiare radicalmente Santa Croce sull’Arno. Patrik Tancredi correrà alle primarie Pd per poi diventare sindaco. È renziano, ma non importa lo ripeta ad ogni occasione. Lo si vede, e bene. Anche troppo. Talvolta, sembra quasi un degno collaboratore di Maurizio Crozza.
Sicuramente, Patrik conosce bene le logiche del marketing e sa bene come “vendere” la propria immagine, ma qualcuno può anche pensare che stia esagerando, che quell’agenzia di comunicazione che lo sostiene ormai da mesi lo abbia spinto fin troppo a “sposare” la filosofia e il look renziani. Chi ci scherza su dice che un giorno vedrà il giovane avvocato santacrocese prendere il sole con una bandana in capo su una sdraio in riva all’Arno, farsi fotografare mentre indossa la cravatta sul periodico dei conciatori locali, posare con il giacchetto alla Fonzie per la copertina de “Il Grandevetro” e cominciare a convocare le riunioni del comitato alle sette di mattina, per poi fare una pausa per uno spuntino andando a prendere personalmente i panini in bicicletta al bar “Renata”.
Santa Croce è pronta? Si sente matura per avventurarsi nell’era di Matteo Renzi? Difficile rispondere. Anche perché la strada che attende Tancredi non è per niente agevole. Per il momento, è costellata di critiche. Comprese quelle del sindaco uscente Osvaldo Ciaponi, nei confronti del quale in tutta questa legislatura, il “soldatino” Patrik si è sempre comportato diligentemente in consiglio comunale. Ora, invece, dal primo cittadino ha preso le distanze in modo netto. Come sull’uso delle telecamere di sorveglianza in centro. Non a caso Ciaponi era visibilmente indispettito, venerdì scorso, alla presentazione ufficiale di Tancredi. In più di un’occasione si è morso la lingua, ma alla fine è sbottato proprio sul tema caldo delle telecamere, divenuto adesso un cavallo di battaglia della campagna elettorale di Tancredi. «Un tema sul quale si è assistito in questi anni a troppa ideologia: le telecamere non sono né di destra né di sinistra», ha detto il renziano Patrik lanciando quindi l'affondo contro il sindaco: «Invito il cittadino Ciaponi - ha detto - a mettersi d'accordo con il sindaco Ciaponi, perché da un lato ha installato le telecamere a casa propria, dimostrando sia di ritenere Santa Croce un luogo non così sicuro e sia di considerarle uno strumento utile, ma dall'altro, come sindaco, ha affermato che non esiste alcun problema sicurezza e che le telecamere sarebbero inutili».
«Accetto ogni tipo di critica ma non posso tollerare un attacco personale nei confronti miei e della mia famiglia», ha ribattuto Ciaponi prima di abbandonare l'assemblea. «Sono questioni - ha aggiunto - che attengono a scelte familiari e che non devono entrare nell'agone politico».
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