Trasporti
Quei vecchi mestieri ormai spariti
CASCINA. «Un vecchio signore cascinese dice: il lavoro è un vizio che piano, piano, va a finire. Sicuramente questo è un paradosso, ma, guardando Cascina con gli occhi di un superstite di quell'eserci...
CASCINA. «Un vecchio signore cascinese dice: il lavoro è un vizio che piano, piano, va a finire. Sicuramente questo è un paradosso, ma, guardando Cascina con gli occhi di un superstite di quell'esercito di falegnami, lucidatori, intagliatori, tappezzieri, che fecero grande e famosa Cascina in Italia e nel mondo, viene da pensare che in quell'affermazione c'è del vero», la riflessione è di Giuseppe Carli, cascinese.
Fino alla fine degli anni sessanta le strade di Cascina erano un formicaio di attività. Da tutti i paesi vicini i ragazzi in età da lavoro scendevano nella cittadina del mobile per imparare uno dei mestieri attinenti a fare i mobili più belli del mondo. Era una società semplice ,dove la bottega artigiana diventava un centro polifunzionale dove si imparava il mestiere, si guadagnava qualche spicciolo e guardando i grandi imparavamo le dure leggi dell'apprendistato. «Oggi di quel mondo rimane pochissimo. Cercare di trovare dei responsabili per la fine di un modo di essere e di vivere, è arduo e difficile».
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