Sicurezza
Il primo risarcimento sarà di cinquemila euro Ma conterà il reddito
Le promesse del presidente Rossi: aiuti a chi non supera 36mila euro Appello del sindaco: «Documentate tutti i danni che avete subito»
PONSACCO. Ai danni demaniali sta pensando il Consorzio di bonifica; quelli di parte pubblica sono limitati. Nei prossimi giorni i tecnici del Comune faranno una verifica sul sistema fognario, per quantificare rotture e intasature. «In generale – spiega il sindaco Alessandro Cicarelli – il sistema ha retto bene: appena il livello del Cascina è sceso, ha funzionato come valvola di sfogo e l’acqua che aveva invaso le strade a destra del corso d’acqua, è defluita».
I danni più imponenti riguardano proprio le strutture private: case, esercizi pubblici, aziende. Da un primo conteggio, i nuclei familiari interessati dall’alluvione di venerdì sono circa cinquecento. Saranno loro a dover fare i conti con i risarcimenti. «Aspetteremo il provvedimento che adotterà la Regione Toscana – spiega ancora Cicarelli – Il presidente Rossi in visita a Ponsacco ci ha anticipato che lunedì saranno decisi termini e modalità per dare un aiuto, sotto forma di contributi, a chi ha subito danni dall’acqua».
C’è da aspettare di conoscere gli aspetti tecnici, poi si potrà fare richiesta. «A chi e come – sottolinea il primo cittadino di Ponsacco – lo sapremo dalla Regione, dovremo capire quali autonomie daranno ai Comuni. Ma un consiglio lo devo dare ai miei concittadini che hanno subito danni: occorre documentare tutto, con fotografie, con filmati. Bisogna essere in grado di dimostrare quel che si è subito, per fare richiesta di risarcimento».
Domani sarà dichiarato lo stato di emergenza con una proposta di legge in giunta regionale. Poi si provvederà alla conta dei danni, tramite le segnalazioni del Comune, e lo stanziamento di 5mila euro per ogni famiglia danneggiata, a patto che abbia un reddito inferiore a 36mila euro. Queste le promesse del presidente della Toscana, Enrico Rossi, riunitosi nel piazzale davanti al comune di Ponsacco per un breve briefing insieme al ministro all’istruzione, Maria Chiara Carrozza, l’onorevole Paolo Fontanelli, il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni e il sindaco Alessandro Cicarelli. «I soldi che metteremo a disposizione delle famiglie saranno un primo sostegno, come abbiamo fatto per le zone di Massa Carrara e Grosseto», ha aggiunto Rossi. Resta da capire, però,«in quante vivono con un reddito minimo in una zona residenziale», come sussurrato da alcuni cittadini presenti. Rossi e gli altri, sindaco escluso, non hanno visitato le zone colpite dall’esondazione del fiume Era. Il presidente della Toscana ha riferito di una telefonata ricevuta dal capo del Governo, Enrico Letta, ma ha anche aggiunto: «Dico io una cosa a Letta e a tutto il parlamento. Invece di parlare di puntini, imitate la nostra Regione che ha approvato norme sulla tutela paesaggistica, il riordino delle competenze dei fiumi e la salvaguardia ambientale, preservando i territori dal consumo di suolo. Occorre stoppare la cementificazione, investendo denaro. Ecco, se lo Stato riuscisse ad applicare una seria operazione di recupero dell’evasione fiscale, magari andando a prelevare i capitali portati in luoghi come la Svizzera, potrebbe mettere a disposizione due miliardi che sarebbero una cifra adeguata per dare sicurezza idrogeologica al Paese».
Il ministro Carrozza ha “risposto” che il Governo sta lavorando, ""ma quei soldi bisogna recuperarli prima di poterli investire».
Andreas Quirici
(ha collaborato
Emilio Chiorazzo)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
