Italia
Il Falchi rimanga dov’è petizione con 200 firme
Sulla collocazione del liceo annunciano battaglia i consiglieri del gruppo misto e il rappresentante dei genitori. La Provincia vuole invece spostarlo all’interporto
MONTOPOLI VALDARNO. Annunciano battaglia sul liceo Falchi i due consiglieri del gruppo misto di Montopoli Maria Vanni e Giuseppe Novino, insieme al rappresentante dei genitori al consiglio d’istituto Fabio Bartoli. L’obiettivo è salvare la collocazione storica del Falchi nel centro storico di Montopoli, dopo che la Provincia ha ufficializzato, pochi giorni fa, la decisione di trasferire la scuola, dal prossimo anno scolastico, all’interno di nuovi locali che saranno presi in affitto all’interporto di San Donato. Richiesta sostenuta anche da una petizione che ha già raccolto oltre 200 adesioni e che sta proseguendo in questi giorni. «Perché studenti, docenti, genitori e cittadini – affermano – stanno ancora aspettando le decisioni dei sindaci della zona e della giunta provinciale, che nel giugno 2010 avevano “garantito” l’individuazione del polo o dei poli scolastici del Valdarno. Ma anche perché non esiste un’emergenza come nel 2010: oggi il Falchi ha un’utenza appropriata». Secondo Vanni, Novino e Bartoli, inoltre, la Provincia «ha mancato di sensibilità nei confronti dell’istituto Divino Amore e della fondazione Santa Marta (proprietari dell’immobile) su certe problematiche di sicurezza, causando così il mancato rinnovo del comodato. Con spirito un po’ più costruttivo, sappiamo che è ancora possibile trovare un accordo. È disonesto, poi, sentir dire che la maggioranza dei genitori ha scelto di trasferire la scuola. Come vengono cattivi pensieri, del resto, dopo che si è fornito agli studenti un questionario “monco”, chiedendo di scegliere fra il Galilei e l’interporto dimenticando furbescamente la collocazione più naturale e più economica, quella attuale». E aggiungono: «L’imminente Unione del Valdarno dovrà avere un’unica politica di edilizia scolastica, della formazione e della ricerca. Una politica che sia anche rispettosa della storia delle varie comunità e del corpo vitale dei centri storici. E Montopoli può giocare un ruolo determinante nell’individuare il polo o i poli scolastici. Al contrario, invece, dopo che si è preteso l’Unione, le decisioni comprensoriali vengono prese a scapito del Comune più piccolo, senza aspettare neppure la parvenza di deciderlo in forma unitaria. I nostri politici si sono addormentati o hanno fanno finta di non vedere? Perché il Comune non ha preteso un incontro in sua presenza tra le tutte le parti in causa?».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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