Il Tirreno

Pontedera

Contro il fango con stivali e tanta forza di volontà «Colpa delle Ferrovie»

Contro il fango con stivali e tanta forza di volontà «Colpa delle Ferrovie»

Sono una ventina gli edifici colpiti dalla piena a Casteldelbosco tra cui la casa del sindaco Vivaldi: «Le responsabilità sono chiare»

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MONTOPOLI VALDARNO. È stato un sabato mattina iniziato molto presto per gli abitanti di Casteldelbosco. Un risveglio nel fango, armati di stivali e tanta forza di volontà. Stanze e scantinati svuotati di oggetti fangosi, con i mezzi del Comune e della Pubblica Assistenza al lavoro nelle strade. Una ventina gli edifici colpiti dalla piena di venerdì, quelli collocati nella parte più bassa del paese, con ingressi e scantinati realizzati sotto il livello della strada. Tra le case colpite dalla piena troviamo anche quella del sindaco Alessandra Vivaldi, che ci viene incontro con un sorriso amaro carico di determinazione: «Avremo modo – dice – di approfondire con calma quanto è accaduto, perché qui ci sono delle responsabilità chiare». In tanti, infatti, puntano il dito contro le Ferrovie, accusate di non aver provveduto in tempo alla chiusure delle cateratte installate sotto la massicciata della linea ferroviaria. Intanto, però, c’è da pensare ai danni: «Per fortuna l’acqua è arrivata solo fino all’ingresso», prosegue Vivaldi, mentre ci mostra le paratie d’alluminio montate davanti alle porte: «Ci siamo attrezzati – spiega – dopo quanto accaduto nel ‘92». È andata decisamente peggio alle abitazioni all’angolo tra le via Michelangelo e Leonardo da Vinci, più basse rispetto alle case vicine. Dal piano terra delle abitazioni vengono ammassate stufe, scatole, un frigorifero da buttare e tanta legna ormai zuppa d’acqua. «Abbiamo avuto 50 centimetri – racconta Marco Bellagamba –. Stiamo tirando via tutto per vedere di togliere il fango e mandar via questo forte odore di cherosene. È incredibile: le Ferrovie sono state avvisate già alle 6 di mattina e hanno chiuso le paratie solo alle 11,30 quando era già troppo tardi». Situazione ancora più drammatica nel vicino circolo Endas, con il piano seminterrato utilizzato per le cene, le feste e le tante attività sociali finito completamente sott’acqua. Al lavoro le idrovore della Pubblica Assistenza, che hanno liberato dell’acqua i locali devastati, con la pressione della piena che ha fatto saltare le mattonelle del pavimento. «La cucina è quasi tutta da buttare – spiega Antonio Giglioli, consigliere del circolo – speriamo di recuperare almeno qualche frigo». La signora Iliana, che vive forse nel punto più basso di tutto il paese, ci dice che ormai si è rassegnata del tutto: «Non è solo il problema delle cateratte – afferma – sono le fogne che non ricevono più. L’acqua sale in casa dal basso: noi siamo stati allagati anche nel 2006 e l’anno scorso». «È una vergogna pagare le tasse e poi ritrovarsi in questa situazione – commenta Remo Mascagni –. Una cosa del genere non succedeva dal ’92, e non sarebbe accaduto niente neanche stavolta se avessimo potuto chiudere le cateratte. Invece ci dicono che il compito spetta alla Ferrovie». Completamente allagato anche il campo sportivo “Agnelli”. «Eppure poteva andare anche molto peggio, negli spogliatoi per fortuna abbiamo avuto solo pochi centimetri d’acqua», ci dice Stefano Bonfanti, mentre tira fuori dal piccolo bar alla biglietteria i mobili e le bibite imbrattate di fango. «Il problema vero è al circolo – aggiunge – era il nostro punto di ritrovo».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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