Il Tirreno

Pontedera

A Volterra non c’è tempo da perdere

di Manolo Morandini
A Volterra non c’è tempo da perdere

Dopo il crollo delle mura medievali, scatta la corsa alla messa in sicurezza. Martedì il primo tavolo operativo

3 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Non c’è tempo da perdere. Sul ciglio del burrone c’è una città simbolo. La ferita alla cinta muraria medievale di Volterra, il fronte di trenta metri che ha ceduto lungo via Lungo le Mura di Porta all’Arco, non è solo un disastro del maltempo a cui rimediare. Il Colle è un patrimonio, riconosciuto tale anche oltre i confini nazionali. Da qui la scelta di agire con il criterio della somma urgenza per uscire dal labirinto di una burocrazia che ha tempi inconciliabili con un fronte di frana tutt’altro che stabile. A dare il passo sarà il sopralluogo di martedì con l’ingegnere Giovanni Massini, responsabile settore rischio idraulico e idrogeologico della Regione Toscana. Dopo si studieranno le soluzioni. Intanto si è lavorato per sigillare la terra viva, venuta alla luce con il crollo. Sono stati messi in opera dei teli impermeabili e delle condutture volanti per allontanare l’acqua piovana.

«La situazione è stata stabilizzata, ma adesso è urgente mettere in sicurezza gli edifici che sono sospesi nel vuoto e poi ricostruire le mura». Il sindaco di Volterra Marco Buselli traccia il quadro dell’emergenza al ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza e al governatore della Toscana Enrico Rossi. Al tavolo ci sono anche il presidente della provincia Andrea Pieroni, il prefetto Francesco Tagliente, il deputato Pd Paolo Fontanelli e il consigliere regionale Pd Pier Paolo Tognocchi. Lo fa nelle stanze del municipio. Ma è quando arrivano di fronte a quel vuoto che tutti restano a bocca aperta. E che il primo cittadino ha una certezza in più: «La presenza di Rossi e del ministro Carrozza fanno ben sperare anche per l’aspetto del reperimento delle risorse finanziarie. Tutto fa sembrare che si sia imboccata la strada giusta».

C’è fretta di capire, pur sapendo che i tempi per chiudere l’emergenza non saranno brevi. La frana è a metà del versante. Per arrivare al piede della scarpata ci sono ancora molti metri. I tecnici dovranno verificare lo stato dei terreni per individuare il punto da cui ricostruire il fronte della collina. L’ipotesi più accreditata è la messa in opera di gabbionate, ovvero dei maxi parallelepipedi in rete d’acciaio riempiti di pietre. Ma il peso è una variabile da ponderare con attenzione sul quel terreno argilloso. A più stretto giro, invece, dovrebbero essere montati dei tiranti in modo da consolidare i palazzi che affacciano sullo strapiombo agganciando la facciata in bilico a quella che dà su via Persio Flacco con tiranti in acciaio.

Il supporto tecnico agli uffici comunali arriverà dalla Regione, ma anche dalla Protezione civile nazionale, del caso verrà investito anche il prefetto Gabrielli. Oltre alla stima delle risorse è la natura del problema a preoccupare con questioni geologiche e ingegneristiche che rendono l’intervento non banale. Il sindaco fa un passo alla volta. «Quello di martedì sarà l’occasione per fare un punto operativo e capire come procedere. Ho già avanzato la richiesta del riconoscimento di stato di emergenza regionale».

A dar voce alla voglia di ricostruire è il Consorzio turistico Volterra Valdicecina Valdera che lancia una petizione per non far spengnere i riflettori sull’emergenza: «Questa disgrazia non deve rappresentare solo una ferita sul passato, deve diventare una finestra sul futuro». Il testo corre sui canali web, (http://www.change.org/it/petizioni/presidente-una-finestra-sul-futuro-aiutate-volterra-sostenendo-l-amministrazione-comunale-per-far-rimarginare-in-tempi-rapidi-la-ferita-che-ha-profondamente-toccato-il-cuore-e-l-anima-di-volterra?), ed è indirizzato ai vertici di Regione, Provincia di Pisa, al ministro ai Beni culturali, a quello dell’Istruzione, al presidente del Consiglio e al Soprintendente di Pisa. Ecco il testo: “Aiutate Volterra, sostenendo l’amministrazione comunale e le altre istituzioni cittadine, per far rimarginare in tempi rapidi la ferita che ha profondamente toccato il cuore e l’anima di Volterra”.

Altri servizi alle pag. 2-3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web