Sicurezza
A 82 anni ha lasciato casa in pochi minuti
Paolo Baldini abita ad Ontraino: «Ho trascorso la notte da mio cugino. Per fortuna, ci ha ospitati lui»
SAN MINIATO. «È stato difficilissimo dover lasciare la casa, sono stati attimi drammatici».
Paolo Baldini, 82 anni, vive assieme alla moglie, al figlio e ai nipoti in via Asmara, in località Ontraino, a 100 metri dal bacino remiero. Venerdì, verso le 13,30, il suo telefono è squillato. Era la protezione civile, che segnalava la massima allerta.
«Fate le valigie e lasciate la vostra abitazione», hanno detto dall'altra parte dell'apparecchio. «Ho sentito lo scrosciare dell'acqua al di là dell'argine – continua Baldini – ed abbiamo lasciato in fretta la casa: per fortuna mio cugino abita qui vicino e ci ha ospitati. Ho trascorso la notte da lui».
Sempre in via Asmara, anche Fabio Virgelli, 25 anni, parla con apprensione su quanto accaduto venerdì: «Stavo tornando da lavoro ed una volontaria della protezione civile mi ha avvertito di lasciare in fretta l'abitazione. Ho avuto tanta paura, ma per fortuna, all'indomani, siamo potuti rientrare nelle nostre case».
Le strade di Ontraino sono state ripristinate solo ieri mattina, verso le 8: da quell'ora in poi, sono stati tantissimi i curiosi che hanno affollato le zone attigue al bacino. Situazione analoga in quel di Roffia, un'altra località poco distante: gli argini del rio Arnino, infatti, non hanno retto e l'acqua ha invaso l'intera zona. Gli abitanti del paese sono tutti per strada, a raccontarsi gli attimi drammatici del giorno precedente. «Una volta c'erano i campi, ora ci sono i laghi intorno alle nostre case», dicono all'unisono. Sono state centinaia le persone fatte evacuare dalla protezione civile. Il peggio sembra passato, ma la paura resta tantissima.
L'allarme alluvione ha raggiunto anche San Miniato Basso, nella zona della stazione ferroviaria. Via dei Fossi, infatti, è stata chiusa al traffico, a causa della strada quasi completamente ricoperta dall'acqua proveniente dai campi antistanti la ferrovia. Acqua che ha inondato anche la grande piazza Don Vivaldi, solitamente occupata da centinaia di auto di studenti e lavoratori. Le famiglie qui residenti, però, non sono state evacuate: la protezione civile ha fornito loro sacchi di sabbia e tavole da collocare davanti ai portoni. Anche la palestra comunale è stata colpita dall'alluvione: il flusso dell'acqua, infatti, ha invaso la sede societaria della Folgore Pallavolo e la sala pesi. Il parquet, invece, non ha subìto alcun danno.
Filippo Latini
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