Il Tirreno

Pontedera

Isolato nel podere, riesce a fare la dialisi grazie ai volontari della protezione civile

Da una parte lui, anziano e dializzato, che abita in un podere nelle campagne tra Casino di Terra e Gabella, in quel di Montecatini Valdicecina. Dall’altra la necessità impellente di Renzo Giomi di...

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Da una parte lui, anziano e dializzato, che abita in un podere nelle campagne tra Casino di Terra e Gabella, in quel di Montecatini Valdicecina. Dall’altra la necessità impellente di Renzo Giomi di raggiungere per le 8,30 del mattino l’ospedale di Volterra per fare l’indispensabile dialisi. Nel mezzo c’è un’alluvione che isola praticamente la sua abitazione. Gli angeli che scrivono “l’happy ending” ai tanti drammi della giornata di ieri si chiamano volontari della protezione civile dell’Unione dell’Alta Valdicecina. Sono loro a far arrivare ad hoc da Calci un mezzo 4x4 proprio per organizzare lo spostamento di Giomi, che vive con la cognata, fino a Volterra. Per arrivare al suo podere Aiaccia occorre attraversare un guado sul torrente Sterza: con quelle piogge praticamente non esiste più, l’acqua supera i cinquanta centimetri. Un ulteriore accesso alla casa è costituito da una strada vicinale che però è attualmente impraticabile. Eppure alle 8,30 in punto l’anziano in dialisi arriva all’ospedale di Volterra e una volta finito il trattamento viene riportato a casa.

«Ringrazio sicuramente molto la protezione civile per l’aiuto», premette il nipote Stefano Giomi. L’uomo coglie l’occasione di questa emergenza per portare a galla una situazione di disagio, che, comunque, va avanti nel quotidiano.

«Qui ci abitano due persone anziane, di cui una con gravi problemi di salute, in pratica ferma a letto da circa tre anni – dice il nipote –. Siamo legati alla strada e quando l’acqua è alta non si può più accedere alla casa, ci sarebbe un altro modo per raggiungere il podere, una via vicinale che il Comune si era impegnato a ripristinare ma che adesso non è aperta, quindi siamo sempre in condizioni molto difficili». La strada vicinale di cui parla Stefano Giomi è a circa a metà della strada della Sassa.

«Potrebbe essere un’alternativa – prosegue Stefano Giomi – per coloro che dalla Sassa vorrebbero raggiungere Cecina».

Il guado, stando alle testimonianze, si è allagato negli ultimi mesi almeno quindici volte. La strada vicinale andrebbe ripristinata, per prima cosa, per ragioni di sicurezza, dal momento che in questo stato pure un’ambulanza fa fatica a farsi spazio.

«Quasi ogni giorno abbiamo bisogno del medico – aggiunge il nipote – oltretutto mio zio fa dialisi un giorno sì e un giorno no, fa visite continue anche a Pisa, e perciò colgo l’occasione per rimarcare questa situazione ancora una volta. Io lavoro fuori, tra Larderello e Pisa, faccio su e giù, per stare il più possibile vicino alla mamma e a mio zio, ma quando inizia a rannuvolarsi qui si va nel panico». (gianni bianchi)

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