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Ex Gaslini, a ottobre i primi cantieri

Ex Gaslini, a ottobre i primi cantieri

È l’obiettivo dei Comuni di Peccioli e Palaia, della Provincia e di Belvedere: via alla sottoscrizione

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PECCIOLI. Valorizzare l’ex Fattoria Gaslini e il suo patrimonio edilizio attraverso la ristrutturazione di quei casolari non funzionali all’attività agricola, con l’obiettivo di fare dell’area un polo turistico in grado di attrarre nuovi flussi dall’Italia e dall’estero. È l’obiettivo del progetto “Fondi rustici un grande bene comune”. Ieri mattina la Provincia di Pisa, i Comuni di Peccioli e Palaia e Belvedere Spa (la public company del Comune di Peccioli e di 900 piccoli azionisti locali) hanno firmato una lettera d’intenti che formalizza un’ipotesi di partecipazione al progetto anche da parte della Provincia e del Comune di Palaia. I beni immobili finora sotto il controllo delle due amministrazioni si unirebbero alla parte sotto controllo di proprietà della Belvedere Spa. «L’ex Fattoria Gaslini rappresenta quella Toscana rustica che piace ai turisti di tutto il mondo – ha detto il presidente della Provincia, Andrea Pieroni –. Per questo riteniamo il progetto interessante e pensiamo che possa avere ricadute importanti sul territorio, creando opportunità di sviluppo e posti di lavoro. Le difficoltà economiche degli ultimi anni ci hanno impedito di realizzare i progetti che avevamo in mente, ma la firma di oggi dimostra che non abbiamo perso tempo stando fermi».

Al centro dell’accordo firmato ieri mattina ci sono 20 dei 30 casolari (quelli appunto che non svolgono attività agricole) di proprietà di Provincia e Comune di Palaia che andrebbero a unirsi ai 40 casolari sotto il controllo della Belvedere Spa.

«Il recupero delle strutture sarà fatto senza un ulteriore consumo del territorio – ha spiegato Renzo Macelloni, presidente della Belvedere Spa – applicando le più moderne tecnologie in tema di risparmio energetico e mantenendo l’aspetto esteriore tipico dei casolari della nostra terra. Una volta recuperati, alcuni di questi verranno destinati a uso turistico mentre altri, quelli più periferici, alla vendita. Al momento non possiamo sapere quanti casolari verranno venduti, molto dipenderà da quanti soldi riusciremo a raccogliere attraverso l’azionariato popolare».

Il progetto prevede di reperire i fondi lanciando un’offerta pubblica rivolta ai risparmiatori della zona. «Chiediamo ai cittadini di investire nel progetto una piccola parte dei loro risparmi – ha proseguito Macelloni – tutelandone il valore e sapendo che queste risorse vanno a beneficio del territorio».

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