Il Tirreno

Pontedera

Camion sì, pedoni no sul ponte dei paradossi

di Gianni Bianchi
Camion sì, pedoni no sul ponte dei paradossi

Il passaggio che collega Pomarance con Castelnuovo è in condizioni precarie Nonostante il divieto i mezzi pesanti sopra le 12 tonnellate transitano

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POMARANCE. Si può attraversare in auto. Pure in moto, col camion (non sopra le 12 tonnellate, divieto quotidianamente infranto) o con lo scooter, ma non a piedi. È il ponte dei paradossi quello sul torrente Pavone, sulla lungo la strada provinciale 27, al confine tra i comuni di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina.

Paradossi tuttavia spiegabili, se uno va a cercare le motivazioni tecniche di tali provvedimenti. Ci sono validi motivi di sicurezza. I parapetti, come segnalano gli appositi cartelli stradali posti all’estremità del ponte dalla Provincia, sono pericolanti. A questo tuttavia vanno ad aggiungersi altre questioni. Il ponte in sostanza collega l’Alta Valdicecina alla zona del senese, e Pomarance al confinante comune di Castelnuovo. E' trafficato ogni giorno dai mezzi pesanti delle varie imprese della zona, che sono tante. E qui il primo problema: la struttura dovrebbe essere attraversata da mezzi non superiori alle 12 tonnellate, ma viene percorso anche da camion che superano abbondantemente questo tetto.

Da parte delle autorità competenti vengono fatti periodici controlli, ma non sono sufficienti per vari motivi, tra cui la perenne mancanza di personale. Quindi niente sanzioni, con il rischio che il ponte aggravi le sue condizioni già precarie. Il traffico di mezzi pesanti va a peggiorare le non ottimali condizioni del passaggio con il rischio che la situazione precipiti e l'infrastruttura venga persino interdetta ai mezzi pubblici che ogni giorno se ne servono. Qualora il ponte venisse chiuso raggiungere Montecastelli con un mezzo pubblico diventerebbe una sorta di piccola odissea. Le aziende della zona d’altro canto, nel caso in cui fossero costrette a servirsi sempre di vie alternative, per raggiungere ad esempio le centrali Enel oltre i confini del comune di Pomarance, come Sesta, o arrivare in tempi accettabile in area senese, dovrebbero allungare la strada, sia in un senso che nell’altro, di circa 25, km, passando per forza di cose da Castelnuovo, utilizzando quindi la sr 439, per e poi deviare sulla sp 17, la strada delle Valli di Pavone. Insomma un problema complesso che mette in gioco sicurezza, lavoro, e un’inadeguatezza infrastrutturale cronica della zona sud della provincia di Pisa. «Ci sono protocolli firmati dalle varie passate amministrazioni comunali e provinciali - spiega l’assessore alla viabilità del comune di Pomarance Leonardo Fedeli – per mettere mano alla sp 27 di Montecastelli, che poi però si sono fermati sulla carta, l’unico che è andato avanti, cioè dove ci sono cifre già stanziate che la Provincia può già sfruttare, è un protocollo con Cosvig e la stessa Provincia che è stato firmato ad aprile, per rimettere in sesto le frane sulla sp 329 a Lustignano e La Leccia, e quelle proprio sulla Sp 27, in località Bulera e poco prima di San Dalmazio, per altro è già partita la progettazione esecutiva ed è passata in conferenza dei servizi a gennaio la prima di queste frane, quella a Lustignano, perciò – chiude - penso che un’ipotesi valida per rimettere in sesto il ponte sul Pavone è quello di pensare a progetti di area, sarebbe auspicabile coordinati insieme al vicino Castelnuovo . che sicuramente è sensibile alla problematica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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