Finanza
Unione dei Comuni la protesta è targata 5 Stelle
CASTELFRANCO DI SOTTO. “Siamo solo dei numeri”, recitava il cartello portato in consiglio comunale, con tanto di numeri identificativi appesi al collo, a indicare un diritto di partecipazione...
CASTELFRANCO DI SOTTO. “Siamo solo dei numeri”, recitava il cartello portato in consiglio comunale, con tanto di numeri identificativi appesi al collo, a indicare un diritto di partecipazione ignorato e calpestato. È la protesta dei Cinque Stelle di Castelfranco nell’ultimo e decisivo voto sullo Statuto dell’Unione dei Comuni, espresso a maggioranza nel consiglio comunale di venerdì, che di fatto ha segnato l’adesione definitiva di tutti e quattro i Comuni del Valdarno al nuovo ente.
Da venerdì l’Unione è ufficialmente realtà: ogni consiglio comunale, adesso, dovrà votare al proprio interno i rappresentanti di maggioranza e di opposizione che siederanno nel futuro Consiglio dell’Unione, la cui prima convocazione dovrà avvenire entro i prossimi due mesi. Una partenza fra le proteste quella dell’Unione, con i Cinque Stelle che hanno messo in scena forme diverse di contestazione nei vari Comuni. L’ultima iniziativa, quella di Castelfranco, ha creato anche un piccolo battibecco con la maggioranza.
«Abbiamo assistito alla seduta del consiglio silenziosamente – raccontano i grillini – con appesi al collo dei cartelli. Da semplici cittadini non potevamo dire niente, ma abbiamo cercato di far “capire” il nostro punto di vista a chi in quel momento stava prendendo decisioni così importanti. Purtroppo siamo stati invitati a togliere i cartelli perché di disturbo e non ammessi dal regolamento. Ma solo la maggioranza era disturbata dalla presenza di cittadini in protesta. Eppure, solo poche ore prima, nel presentare la propria candidatura, il vicesindaco aveva spiegato proprio di volere una maggiore condivisione nelle scelte politiche: “il cittadino al centro delle decisioni”. Belle promesse da campagna elettorale, peccato che le azioni vadano in un’altra direzione».
Entrano nel merito dello Statuto, i Cinque Stelle contestano in primis la mancanza di «un piano economico che indichi l’eventuale risparmio di spesa. Chi ci assicura che questo risparmio ci sarà? – dicono –. In consiglio abbiamo sentito parlare di una scommessa per il futuro. Una scommessa sulla nostra pelle, insomma. Come prima cosa, per esempio, dovrà essere trovata una sede dell’Unione che avrà dei costi di gestione». E concludono: «Per adesso è scritto in Statuto che la sede sarà a San Miniato. Quindi ci chiediamo se i cittadini, anche quelli di frazioni come Orentano, saranno costretti ad andare a San Miniato oppure gli uffici di ciascun Comune resteranno, anche quelli decentrati? E in quel caso come sarà possibile risparmiare?». (g.p.)
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