Il Tirreno

Pontedera

Per le casse d’espansione scatta un pignoramento

Arriva da una ditta che vuole i soldi dei lavori eseguiti al bacino di Roffia Nell’udienza di pochi giorni fa il giudice ha chiesto nuovi accertamenti

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Ancora un colpo di scena nella storia infinita dei lavori per la cassa d’espansione di Roffia. È notizia di pochi giorni fa, infatti, la notifica di un atto di pignoramento presso terzi nei confronti del Comune di San Miniato. L’azione è firmata dalla Società Siderurgica del Polesine (la Siderpol Srl), una delle imprese in sub-appalto del mega cantiere per la cassa d’espansione, rimasta impantanata nelle note difficoltà economiche e societarie della Sarti Spa, l’azienda con sede in provincia di Ferrara che si era aggiudicata l’appalto nel 2009. Una situazione, quella derivata dall’uscita di scena della Sarti, che ha spinto la Siderpol a rivalersi sul Comune di San Miniato per ottenere il pagamento dei lavori eseguiti. Risorse già disponibili nelle casse dell’amministrazione, ma che non saranno versate fino a quando il Tribunale non chiarirà in che forma il Comune potrà pagare in modo corretto la società. Questione già approdata al Tribunale di Pisa lo scorso 20 gennaio. «Stiamo parlando di una questione nata tra appaltatori e sub- appaltatori – precisa l’assessore Gianluca Bertini - e non di un’inadempienza dell’amministrazione. Il Comune ha nella proprie disponibilità le somme per far fronte ai pagamenti dovuti, ma attende l’esito da parte del giudice al fine di sapere a chi versare correttamente queste somme. Il provvedimento, conseguente a questa incertezza, è avvenuto nell’attesa delle eventuali e successive decisioni giudiziarie. Nell’udienza del 20 gennaio, infatti, il giudice ha chiesto ulteriori approfondimenti sulle somme da destinare, perché un eventuale errore arrecherebbe danno sia al legittimo titolare del credito sia all’amministrazione. A ogni modo è bene precisare che i lavori non sono assolutamente inficiati, poiché le somme per il completamento dei lavori rimangono nella piena disponibilità del Comune e a questo stiamo lavorando».

È solo l’ultimo capitolo di una storia complicata, fra passaggi e subentri societari che al momento hanno finito per bloccare i lavori. Partito nel 2009, il cantiere fu prima affidato dalla Sarti alla Cir Costruzioni, impresa che nel 2011 veniva avviata verso il concordato preventivo. Nell’estate 2012, poi, la Sarti annunciava l’affitto di ramo d’azienda alla Pagaiani Srl (col nome di Pagaiani-Sarti). Nel dicembre dello stesso anno, tuttavia, dato il superamento dei tempi massimi previsti, la Regione revocava oltre 1 milione di finanziamenti.

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze