Giorni contati per il degrado vicino agli scivoli dei bambini
S. Croce sull’Arno: saranno rimosse le coperture in eternit all’ex conceria “Bertini Franco” L’assessore Giulia Deidda: «I proprietari sono disponibili a fare tutti gli interventi necessari»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Qualcosa si muove. Gli impegni ci sono, nero su bianco. E le scadenze pure. La prossima è fissata per il 31 maggio: entro quella data dovranno essere rimosse tutte le coperture in eternit del grande capannone dell’ex conceria “Bertini Franco” a Santa Croce, all’incrocio tra via Angiolieri e via Donica. La proprietà si è resa disponibile, infatti, a rimuovere tutte le coperture realizzate con il pericoloso amianto, andando anche oltre le prescrizioni richieste dall’Asl. A dirlo è l’Ufficio Ambiente di Santa Croce, da cui trapela ottimismo sulle possibilità di una rapida messa in sicurezza dell’area.
«I proprietari – spiega la vicesindaco e assessore all’ambiente Giulia Deidda – hanno già eseguito diversi lavori e sono disponibili a fare tutti gli interventi necessari. Hanno solo richiesto un prolungamento dei tempi che l’Asl ha accolto posticipando il termine al 31 maggio». La questione era salita alla ribalta pochi giorni fa con la protesta dei residenti, che avevano segnalato la presenza di un’intera copertura in eternit proprio a ridosso dei giardini pubblici di via Angiolieri. Una tettoia realizzata con le inconfondibili lastre in fibra di amianto, lasciate lì, dagli anni ‘90, ormai in pessimo stato di conservazione. Il tutto quasi ad un palmo dalle panchine, dagli scivoli e dai giochi per i bambini, in mezzo ad un parco pubblico che ogni anno, con la bella stagione, si riempie di ragazzi di ogni età.
Un punto di ritrovo su cui da anni incombe un pericolo invisibile e spietato. Da qui la protesta, con le famiglie di via Angiolieri decise a costituire, se necessario, anche un apposito comitato. «Già negli scorsi anni – spiega Enrico Mori dell’Ufficio Ambiente – l’area era stata interessata da alcuni provvedimenti. Dopo i sopralluoghi del gennaio e dell’aprile 2012, che avevano messo in evidenza la situazione di degrado, la proprietà fu chiamata a provvedere alla pulizia dell’area. Nel maggio dello scorso anno, invece, il Comune aveva emesso una prima ordinanza relativa all’eternit, nella quale si richiedeva, come disposto dall’Asl, la rimozione di una parte delle coperture e la predisposizione di un piano di controllo per le altre. La proprietà si è detta disponibile a rimuoverle tutte in cambio di una proroga al 2014».
Su indicazione Asl, il Comune ha emesso a dicembre la seconda ordinanza datata al prossimo 31 maggio. C’è da sperare, quindi, che entro quello data almeno il capitolo eternit possa essere chiuso, nell’attesa di tempi migliori per pensare anche al un recupero di un complesso da troppo tempo in abbandono. «In un momento come questo – aggiunge Deidda – non è facile trovare proprietari pronti a investire. Sono persone che hanno dimostrato già in passato di tenere al paese in cui vivono».
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