Finanza
Clienti scontenti e incassi dimezzati senza i gazebo
Pontedera, i titolari dei locali del centro tornano a protestare «Un fatto pure di decoro: i bicchieri sono lasciati ovunque»
PONTEDERA. Fanno molto aggregazione. E animano il centro anche di sera. Un caffè, due chiacchiere, una sigaretta. Oppure il cubalibre di turno sorseggiato in tutta calma all’aria aperta anche d’inverno. Alla gente piacciono i gazebo. E ai commercianti servono per arrivare a fine mese senza preoccupazione: eppure il mix di ingredienti positivi non basta a far cambiare idea all’amministrazione comunale di Pontedera che a fine anno, ha “costretto” i locali a sbaraccare. «Ogni anno è sempre peggio, da quando si sono tolti tavolini e sedie abbiamo avuto una perdita di oltre il 30% degli incassi», si sfoga con non poco disappunto Alessio Bartalucci della Caffetteria del Corso. I locali “by-day” e “by-night” della movida pontederese tornano a definire incomprensibile l’atteggiamento dell’amministrazione. «Persino a Ponsacco il Comune ha ascoltato le richieste della categoria, uniformandosi alle tante città che per mille ragioni permettono i gazebo tutto l’anno: sarebbero pure delle entrate in più nelle casse comunali, difficile capirne le motivazioni». Il coro è unanime. C’è chi parla di un taglio netto di oltre il 40% degli incassi: «Senza gazebo il numero dei pranzi che facciamo è calato a picco: per il nostro locale sono un motore», dice la sua Luca Firmani del Beat Bar. Trentadue posti fuori, 18 all’interno: togliere i dehors vuol dire far sparire una bella fetta di economia. Per non parlare di tutto quel che resta in giro, soprattutto nei fine settimana. Piattini e bicchieri vengono lasciati ovunque dalla gente: alle vetrine dei negozi, nelle piante, per terra. Ovviamente la mancanza di tavolini agevola questi comportamenti. «L’altra sera avevo messo 3 sgabelli fuori proprio per consentire alle persone di appoggiare bicchieri e piatti là, senza lasciarli in giro: in un attimo sono venuti i vigili e ho dovuto togliere tutto per evitare la multa», continua Firmani. Il suo locale, a differenza di altri, affaccia direttamente sul marciapiede nonostante la presenza della tenda. Un passaggio da tenere sgombro per passeggini, invalidi, pedoni.
Stessa cosa capita nel weekend alla Caffetteria del Corso: due tavolini messi fuori per riunire quel che la gente lascia, catalizzano i vigili urbani che subito arrivano e provvedono a farli togliere.
«Visto che non permettono di lasciare i gazebo, almeno un paio di ombrelloni e un appoggio: i clienti si accontenterebbero di questo per bersi qualcosa all’aria aperta d’inverno – prosegue Bartalucci – Senza contare che si tratterebbe anche di un fatto di decoro, proprio per togliere le cose sparse in giro».
Sotto i gazebo l’economia gira tutto l’anno. Lo hanno compreso un po’ ovunque. E pure a Pontedera da anni i commercianti chiedono di poter fare lo stesso: ogni volta la stessa storia. Il Comune dice no.
Ma ogni stagione che passa pesa sempre un po’ di più su questi imprenditori.
«Tutti i clienti che entrano ci chiedono spiegazioni sul perché abbiamo tolto i gazebo: sono loro i primi a protestare contro questa scelta – chiude Manuel Gasperini, al timone del bar L’Angolo – Tavolini e sedie diventano pure un punto di incontro e di socialità sia per persone anziane che per giovani, basta guardare. Poi si parla tanto della sparizione delle piazze. È il bar che fa la piazza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
