La manifestazione
Rsa di Bientina pronta entro quest’anno
L’Azienda sanitaria: «L’iter si è messo nuovamente in moto avviandosi a una rapida conclusione»
BIENTINA. «Entro febbraio inizieranno i lavori per il definitivo completamento della Rsa di Bientina». Parola dell’Asl 5 di Pisa. Incrociamo le dita e speriamo che sia la volta buona per quel monumento all’inconcludenza, un cantiere fantasma nella zona degli impianti sportivi, che avrebbe dovuto aprire i battenti nel 2000, inizi a prendere vita e a dare un senso ai milioni spesi per realizzarlo.
«L’iter si è messo nuovamente in moto avviandosi a una rapida conclusione: l’appalto è già stato aggiudicato e la ditta incaricata ha già firmato il contratto per i lavori che arriveranno a compimento entro il 2014. Non siamo più quindi nel campo delle previsioni, ma l’annosa questione è in via di definitiva risoluzione». Ad essersi aggiudicata i lavori di completamento della Rsa è la Ceip Lavori di Pontedera. Il 2013 è stato l’anno di due provvedimenti per la Rsa. «La cessione dell’area da parte del Comune di Bientina alla Asl 5 e l’inserimento, da parte di quest’ultima, di un’importante somma a bilancio (circa 700 mila euro) per il completamento dei lavori».
A chiarire che funzione avranno quegli spazi è l’Azienda sanitaria. «La Residenza potrà ospitare circa 40 pazienti ed è stata pensata per accogliere soprattutto persone affette dalla sindrome di Alzheimer. Il progetto prevede l’adozione di tutti i dispositivi più avanzati per il trattamento di questa patologia, compreso un giardino terapeutico di nuova concezione». All’apertura della struttura i posti disponibili saranno molti meno di quaranta. «Nell’immobile, come da protocolli di intesa tra Asl 5, Società della salute della Valdera e Comuni di Buti e Bientina, è previsto il trasferimento della Rsa di Buti, che ospita 25 anziani non autosufficienti, in quanto questa struttura necessita di interventi di ristrutturazione».
Guarda ai ritardi il sindaco di Bientina Corrado Guidi e non ha dubbi sulla causa. «La Rsa è il classico esempio di quanto non convenga alla pubblica amministrazione procedere all’affidamento di lavori secondo il principio del massimo ribasso». Il riferimento è alla causa principale del dilatarsi dei tempi di consegna: alla ditta che si era aggiudicata l’appalto furono contestati i lavori e, prima di essere sostituita e solo dopo un lungo braccio di ferro, l’Asl ottenne che la stessa ditta consolidasse la struttura prima di lasciare il cantiere.(m.m.)
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