Il Tirreno

Pontedera

Le tocca il caro mensa perché inserita in una fascia sbagliata

Le tocca il caro mensa perché inserita in una fascia sbagliata

La segnalazione di una madre di Cascina che non riesce a correggere un errore per il servizio alla scuola materna

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CASCINA. L’inserimento in una fascia di reddito sbagliata può gravare in modo decisivo sulle tasche di una famiglia. È il caso di Chiara Vannozzi, infermiera di Cascina che ha iscritto la figlia alla scuola materna Don Pio Rossi attraverso una convenzione con il Comune. La struttura è a San Prospero in via Di Lupo Parra, è di proprietà della parrocchia di San Prospero e dal 2004 è gestita dalla cooperativa sociale Paim. Il problema è nel costo del servizio mensa, per cui la signora Vannozzi deve pagare 5,30 euro al giorno. «Il Comune mi ha inserito in una fascia di reddito più alta – racconta – ma in base al mio Isee dovrei pagare la mensa 2,30 al giorno. Lo so che 3 euro in più sembrano una sciocchezza, ma vi assicuro che in fondo al mese si sentono, soprattutto quando hai dei parenti in cassa integrazione e ti ritrovi a fare i conti ogni giorno». Il nodo della questione sta nel ritardo con cui la signora Vannozzi ha presentato la domanda per chiedere la tariffa agevolata. «Il termine ultimo era il 30 novembre e nessuno mi ho informato sulla scadenza. Quando sono andata in Comune mi hanno detto che era tutto scritto su internet, ma negli ultimi mesi non avevo la connessione a casa, come facevo a saperlo? Quando ho firmato il foglio di iscrizione c’era solo una clausola in un angolino con scritto che il genitore “si impegna ad accettare la scheda informativa”. Ma io questa scheda non l’ho mai vista. E pensare che in Comune è stata anche istituita una commissione per giudicare l’Isee, credevo che il reddito venisse stabilito in base a quello». La signora Vannozzi allora ha inviato la richiesta per avere la tariffa agevolata del servizio mensa il 19 dicembre. Ma scaduto il termine di consegna, niente da fare. «Sono andata a parlare con la responsabile dei servizi educativi Lucia Di Paco, che mi ha solo sottolineato la data di scadenza, e ho anche spedito una raccomandata dove spiego che non ho internet a casa e non posso consultare il sito del Comune. Penso che quando un cittadino entra in una rete di servizi educativi debba avere tutte le informazioni necessarie»

Lorenzo Lazzerini

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