Il dolore
Il Santa Chiara si allarga in 5 mini appartamenti
Volterra, Bacci: «Un’offerta per malati di Sla e turisti a cui serve assistenza» Sull’azienda pesa l’indebitamento ma la gestione va verso il pareggio economico
VOLTERRA. Cinque mini appartamenti. Ciascuno con doppia camera, servizi e cucina, aria condizionata, tv e connessione a internet. I lavori sono pressoché finiti. Si sta pensando agli arredi. Così l’Azienda Santa Chiara di Volterra punta a intercettare un nuovo spicchio di mercato, allargando l’offerta. «Pensiamo ai degenti affetti da Sla, ma anche a una domanda di turismo di qualità legata alla terza età. Persone che scelgono Volterra per un periodo di vacanza, ma che hanno l’esigenza di appoggiarsi a una struttura che garantisca loro assistenza». A tracciare i confini è il presidente dell’Azienda di servizi alla persona Renato Bacci.
«Non siamo una realtà immobile – dice –. Abbiamo realizzato anche una nuova palestra per sviluppare le attività fisioterapiche». E a questo proposito è stato siglato un accordo per l’utilizzo delle attrezzature, nelle fasce orarie in cui sono inutilizzate, con un privato. «Il ritorno economico è legato all’effettivo uso, ma stimiamo un entrata di circa 60mila euro». Ed è una cifra che fa il paio con le altre misure che nel corso di quest’anno entreranno a regime e che nell’esercizio stando ai conti del presidente Bacci garantirà il pareggio di gestione.
Si avvia alla fine il burrascoso mandato del consiglio di amministrazione del Santa Chiara, periodo che coincide con la durata del mandato del sindaco di Volterra. Un arco di tempo in cui alla presidenza Emanuele Orsi, chiusa tra le polemiche e con uno strascico nei tribunali, è subentrata la squadra guidata da Renato Bacci. E in vista della scadenza il presidente tira le somme: «Il conto economico di previsione 2014 sarà pressoché in pareggio e il triennale 2014-2016 a sicuro pareggio».
Una sicura boccata d’ossigeno arriverà dall’entrata a regime del contratto di global service, che vede la Idealcoop di Pomarance come aggiudicatario provvisorio. «A marzo contiamo di dare avvio alla nuova organizzazione che oltre a portare un risparmio permette di semplificare la gestione per i nostri uffici e di migliorare i servizi, per esempio riavremo la parrucchiera e la manicure». Inoltre, sono state siglate due convenzioni con altrettanti fondi assicurativi che potrebbero avere riflessi in positivo sull’utilizzo del centro fisioterapico.
Per Bacci l’azienda si è trovata a fare i conti con un cambio di prospettiva inatteso. «Negli ultimi due anni abbiamo subito un consistente taglio di ben 13 dei 67 posti letto in convenzione da parte dell’Asl 5 che ha prodotto minori entrate per circa 500mila euro. Ci siamo aperti al mercato privato modulando le offerte per esempio con la formula dei ricoveri di sollievo, ovvero per esigenze temporanee». E negli ultimi mesi la struttura registra il tutto esaurito dei 74 posti letto. Un dato che ha portato a risollevare i conti di un’azienda con perdite strutturali e un indebitamento che solo tre anni fa si attestava a 1,5 milioni di euro. «L’esposizione finanziaria si è ridotta di un terzo e il Santa Chiara è in grado di farvi fronte con la locazione o l’eventuale alienazione del patrimonio immobiliare non strumentale. Abbiamo impiegato più di un anno per gli accatastamenti». Tra gli immobili figurano l’ex scuola Santa Chiara, il complesso Bonomini e l’ex Chiarugi.
Nel cassetto resta un piano aziendale che ha fatto molto discutere, con la previsione di una nuova società legata all’ingresso di un partner privato e il mantenimento del 52% della proprietà in mano al pubblico. E diversi scenari immobiliari a sostegno dell’operazione che puntava a creare una sede ex novo per il Santa Chiara. »Quel lavoro è in un cassetto a disposizione di chi verrà – dice Bacci –. Abbiamo dovuto fare i conti con il passo indietro dell’Asl 5. Ma si è lavorato per dare gambe a quella parte di previsioni in grado di assicurare una gestione sostenibile, ovvero il pareggio del conto economico».
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