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Il Pd: «Ignorate le dimissioni della Consulta del Sociale»

Il Pd: «Ignorate le dimissioni della Consulta del Sociale»

VOLTERRA. Liquidato con poche righe. Viene congelato con una semplice nota di richiesta di sostituzione da parte dell’amministrazione quel mondo dell’associazionismo volterrano che da quasi 15 anni...

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VOLTERRA. Liquidato con poche righe. Viene congelato con una semplice nota di richiesta di sostituzione da parte dell’amministrazione quel mondo dell’associazionismo volterrano che da quasi 15 anni rappresenta il cuore della Consulta comunale del Sociale. Quei gruppi e quegli enti che, in massa, hanno deciso di dimettersi come segno di protesta per sottolineare la loro assoluta contrarietà rispetto alla decisione della giunta etrusca di interrompere la decennale e positiva gestione dello sportello stranieri con l’associazione Welcome, per affidarla al Santa Chiara.

In 11 escono di scena poche settimane fa: sono la maggioranza dentro quell’organismo voluto dall’attuale consigliere di Città Aperta, Pierluigi Dei, intorno al 2000 quando era assessore. Eppure l’assessore alle Politiche Sociali, Simone Lonzi, non approfondisce e si limita ad inviare ad ognuna di loro la richiesta di sostituzione del rappresentante dimissionario con uno nuovo. Senza analizzare la sostanza dell’uscita di scena. L’indignazione della capogruppo di Città Aperta, Rosa Dello Sbarba, è totale. «Praticamente se non sei d’accordo con la giunta ti liquidano e avanti un altro: mi sembra un po’ poco», si lascia andare. Dello Sbarba parla di autoritarismo: «Dimissioni in massa di questo tipo non possono essere certo liquidate con una letterina – rincara – Si tratta di un caso politico che deve essere discusso nelle sedi adeguate, ovvero in consiglio comunale». Pronta una mozione ad hoc. «Chiederò conto a questa amministrazione sul ruolo di questa consulta, come la giunta pensa di trattare queste realtà che rappresentano il cuore dell’associazionismo e del volontariato a Volterra». Tutti questi soggetti, dalla Commissione pari opportunità a Spazio libero, passando per Spi Cgil, Centro di ascolto delle parrocchie, Progetto una casa per tutti, Caritas, Segni del tempo «sono soggetti che si sono occupati del sociale e tutt’ora lo fanno: non possono essere trattati in questo modo». Dello Sbarba chiude con un messaggio: «Tra poco la città sceglierà se continuare a farsi governare da questi cosiddetti amministratori, spero che tutti si ricordino di questo grave episodio di autoritarismo politico».(f.s.)

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