La manifestazione
Pro, contro e imbarazzi all’ombra del parco eolico
Chianni, nella bacheca del municipio spunta un documento sul nuovo progetto Tarrini: «L’amministrazione vuole portare i cittadini di fronte al fatto compiuto»
CHIANNI. Una lista di proscrizione. A stilarla è l’amministrazione comunale di Chianni, con tanto di affissione nella bacheca in municipio. Porta la data del 20 gennaio il foglio su carta intestata del Comune sul progetto di parco eolico a Poggio alla Nebbia: cinque torri del vento alte 119 metri. Si riassumono i pro e i contro. Nella prima categoria ci finiscono i soldi che entrerebbero nelle casse del Comune. Quella dei contro, invece, è l’elenco di chi ha avanzato dubbi e richieste di approfondimento presentando alla Regione un documento con una serie di osservazioni al progetto.
A distanza di quattro giorni c’è chi mette gli occhi su quella bacheca e fa notare il tenore del documento. Il foglio sparisce, salvo poi riapparire in una versione censurata. Nel frattempo alla berlina finiscono in molti. La lista civica di minoranza Uniti per Chianni, leassociazioni Spengicamini e Amici di Rivalto, il gruppo donatori di sangue Fratres, la Società sportiva Chianni, la sezione locale della Confederazione italiana agricoltori, la Coldiretti e la Proloco Chianni.
Per il progetto eolico è in corso la Valutazione di impatto ambientale presso gli uffici della Regione Toscana. Si tratta di un’opera presentata come variante che prevede l’installazione di sei nuovi mulini a vento di 119 metri: uno sarà “aggiunto” alla sfilza dei tredici già esistenti a Santa Luce, gli altri 5 finiranno sul crinale di Chianni. Di fatto il progetto, portato avanti dalla Fera Srl, azienda milanese specializzata nell’eolico che ha già curato la fattoria del vento santalucese, rappresenta una riduzione di quello presentato nel 2010, autorizzato ma mai realizzato. Si chiamava “Poggio Ceraso e il Macchione” e doveva sorgere con ben 9 aerogeneratori, in quel di Casciana Terme.
«Dalla vicenda traspare un metodo – afferma Giacomo Tarrini di Uniti per Chianni –. Gli amministratori comunali vogliono portare i cittadini di fronte al fatto compiuto, senza informarli e coinvolgerli». Che aggiunge: «Tra i pro chi ha redatto quel documento indica i 2 milioni di euro che la società Fera riconoscerebbe al Comune come percentuale sul valore dell’energia prodotta. Nei contro, invece di restare sul piano tecnico si fa la scorrettezza di additare chi ha esercitato un proprio diritto presentando delle osservazioni in Regione».
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