Il dolore
«Un territorio in mano a tanti bracconieri»
La denuncia arriva dai presidenti della zona di ripopolamento di Cascina e da quella di rispetto venatorio di Latignano. «Le lepri sono sparite»
CASCINA. Un territorio ad alta presenza di bracconieri. È quello che emerge della denuncia di Bruno Di Coscio, presidente della Zona ripopolamento e cattura di Cascina. «Non possiamo catturare lepri neppure quest'anno – dice Di Coscio – e a nostro avviso la causa maggiore è proprio quella del bracconaggio. Un comportamento che si è allargato in modo indiscriminato, non solo nel Cascinese ma in tutta la provincia di Pisa». Di Coscio sostiene di aver messo insieme una serie di elementi per poter rivolgere questa accusa. Sono stati trovati bossoli lungo via Santa Maria e via San Lorenzo a Cascina, così come sono state segnalate persone nei campi con fari accesi durante la notte. Non ci sono le prove ma è quasi certo che le lepri vengano poi vendute da chi le cattura.
«La mia opinione è condivisa anche dal presidente della Zona di rispetto venatorio di Latignano, Michele Zozzaro», aggiunge Di Coscio, che si è consultato anche con altri cacciatori prima di rendere pubblica la situazione.
Sia Di Coscio che Zozzaro, con una lettera indirizzata alla Provincia di Pisa, all'Atc (Ambito territoriale di caccia) 14, ai presidenti provinciali delle associazioni venatorie, denunciano la totale assenza di controlli nelle ore notturne da parte degli organi preposti alla vigilanza provinciale.
Una vigilanza con maglie sempre più larghe anche per la ristrettezza delle risorse degli enti locali che devono sostenerne i costi.
L’appello alle istituzioni punta a chiedere controlli per arginare il bracconaggio, che vanifica gli impegni di gestione da parte del volontariato locale e gli impegni economici che le stesse istituzioni (Provincia e Atc) destinano a queste aree di Cascina.
I rappresentanti dei due territori si impegnano a rivedere la conformazione delle strutture così da renderle più facile da controllare, «cercando forme più omogenee, e nello stesso tempo curare la sicurezza per chi esercita la caccia». Inoltre, durante l'assemblea anche se non troppo partecipata che si è svolta l’altra sera a Sant’Anna di Cascina, «sono emerse forti critiche verso la gestione degli Ambiti territoriali di caccia pisani, specialmente verso i tagli alle immissioni della piccola selvaggina stanziale, acquistata secondo alcuni a costi troppo onerosi».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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