Attenzione
L’Olocausto a scuola attraverso cinema e libri
L’Itc “Cattaneo” di San Miniato celebra la Giornata internazionale della Memoria Prima il film “Senza destino”, poi l’incontro con lo scrittore Paolo Ciampi
SAN MINIATO. Domani, Giornata internazionale della Memoria, per ricordare le vittime della Shoah. L'Itc “Cattaneo” di San Miniato, in collaborazione con Matithyah Progetti Editoriali (www.matithyah.it), partecipa a questo grande rito collettivo dedicato alla tragedia dell'Olocausto attraverso il cinema, il documentario e la letteratura. A partire dalle 10,30, nell'auditorium dell'istituto, la proiezione del film “Senza destino”, di Lajos Koltai, e, a seguire, un documentario sui campi di sterminio, con le riflessioni degli studenti che hanno preso parte al viaggio che la scuola ha organizzato ad Auschwitz; poi, la presentazione, alla presenza dell'autore, di due libri di Paolo Ciampi, scrittore e giornalista fiorentino, “Un nome” e “Una famiglia” (Giuntina Editore), opere che, intrecciando la precisione dell'inchiesta giornalistica con la struttura del romanzo, restituiscono al lettore biografie di personaggi straordinari, come quelle di Enrica Calabresi e di Luigi e Anna Ventura, perseguitati in quanto ebrei. Nella stessa giornata, alcune classi del “Cattaneo” parteciperanno al meeting organizzato dalla Regione Toscana presso il Nelson Mandela Forum a Firenze. Nata a Ferrara nel 1891, zoologa e docente di entomologia agraria presso l'università di Pisa dal '36 al '38, il 14 dicembre 1938 Enrica Calabresi fu dichiarata decaduta dalla libera docenza perché “appartenente alla razza ebraica”. Margherita Hack, che fu sua allieva e assistette all'allontanamento di Enrica dall'ateneo, avrebbe in seguito dichiarato: “L’ho vista cacciare dalla scuola da un giorno all’altro a causa delle leggi razziali. Questo mi ha aperto gli occhi su cosa può fare una dittatura e ha segnato in me una frattura: è allora che sono diventata antifascista”. In “Un nome”, di cui la Hack firma la prefazione, Paolo Ciampi ripercorre quei fatti, fino al loro doloroso epilogo: “Un nome: all'inizio è solo un nome. Un nome e molte domande: cosa ha bloccato la carriera di Enrica Calabresi, giovane e brillante scienziata in anni in cui per una donna era difficile perfino accedere agli studi superiori? E cosa è successo di lei dopo che ha abbandonato l'università? È davvero la stessa persona che anni più tardi, nei mesi più terribili dell'occupazione nazista, si uccide nel carcere di Firenze per sfuggire alla deportazione?”. Da queste domande, Ciampi dipana una riflessione a più voci sulla barbarie delle leggi razziali, sulle scelte che ognuno di noi è chiamato a fare, anche solo per non dimenticare: “Enrica Calabresi, Luigi e Anna Ventura, lo hanno fatto fino in fondo, con i loro sogni, il loro rigore, la loro silenziosa resistenza all'orrore”.
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