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L’export è con il segno più bene i settori tradizionali

PONTEDERA. I settori tradizionali, cuoio, calzature, meccanica, mobili e, dopo ben cinque trimestri di flessione, anche cicli e motocicli, trainano l’export provinciale che nel terzo trimestre dello...

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PONTEDERA. I settori tradizionali, cuoio, calzature, meccanica, mobili e, dopo ben cinque trimestri di flessione, anche cicli e motocicli, trainano l’export provinciale che nel terzo trimestre dello scorso anno registra un +6,5%. Un dato che segna il passo rispetto al trend su scala regionale (-4%) e a livello Italia con un +0,2%. A rilevarlo è l’ufficio Studi e statistica della Camera di commercio di Pisa. Il comparto conciario, complice la salita dei prezzi, traina anche le importazioni (nel complesso +17,9%) di cui quasi 12 punti percentuali imputabili proprio alla domanda espressa da questo settore.

«Il segno più che contraddistingue le esportazioni pisane - afferma Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di commercio di Pisa - rappresenta un elemento estremamente positivo per la nostra economia. Nel corso del 2014 la Camera, considerando le tendenze del mercato e la struttura produttiva del territorio, non solo continuerà a promuovere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese che operano nelle filiere più promettenti, ma realizzerà un progetto di tutoraggio che intende accompagnare nuove imprese sui mercati internazionali grazie al supporto di consulenti e di temporary manager junior da inserire all’interno dell’azienda».

La filiera delle pelli, grazie alla forza della domanda cinese, si conferma, come accade ormai da qualche trimestre, il motore del territorio, riscontrando crescite tanto nel cuoio lavorato (+4,5%) che nel grezzo (+13,1%). Da rilevare anche il ritorno in positivo delle calzature (+9,1%) e dell’abbigliamento (+8,8%) mentre si conferma la crescita della meccanica (+17,1%). E si arresta finalmente la caduta dei cicli e motocicli (+0,6%). A livello territoriale un ruolo determinante spetta all'Europa (+7,9%), bene anche il continente Americano (+13,6%) e l’Africa (+12,5%) mentre arretra l’Asia (-0,7%).

Le importazioni pisane, indice della dinamica della domanda espressa dal territorio ma anche dei prezzi pagati dagli importatori, segnalano un vero e proprio boom: +17,9%. Dati che continuano ad accelerare mentre per la Toscana e l’Italia segnano una flessione che si assesta, rispettivamente, al -5,7% al -3,8%. Tra i settori di punta, la filiera del cuoio continua a farla da padrona, assorbendo circa due terzi della crescita delle importazioni della Provincia. A spingere sul valore dele importazioni non solo le quantità ma anche i prezzi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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