Finanza
Grillaia, c’è un protocollo tra Regione e enti locali
Pieroni: «È il frutto del lavoro politico per trovare una soluzione a Chianni» Il piano di chiusura della discarica di rifiuti deve fare i conti con le azioni legali
CHIANNI. Un nuovo bisticcio di date e documenti. Si amplifica l’incapacità di trovare la quadra per la messa in sicurezza e la chiusura della discarica La Grillaia a Chianni. La politica alza la voce al punto da mettere la sordina a quanto indicato dai tecnici. L’ultimo documento è un protocollo d’intesa, sottoscritto il 13 gennaio dalla giunta della Regione, ma in attesa di essere assunto anche dalla Provincia e dai Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola. Un atto che guarda in tutt’altra direzione rispetto alla soluzione progettuale approvata dalla conferenza dei servizi e indicata nella determina provinciale dello scorso 15 gennaio.
Le carte s’intrecciano. Ma in sostanza tutto resta immutato. Solo su un aspetto sembra esserci unanimità di vedute. “La discarica necessita di interventi di ripristino e messa in sicurezza propedeutici alla chiusura definitiva e conseguente gestione post chiusura ai sensi di legge”. È una delle premesse scritte in apertura al protocollo d’intesa approvato dalla Giunta della Regione. Un passaggio atteso anche nelle giunte di Provincia, e dei Comuni di Chianni, Lajatico e Terricciola. «È il frutto del lavoro politico di questi mesi per trovare una soluzione che arrivi alla chiusura e messa in sicurezza della discarica senza o con un limitato apporto di rifiuti – dice il presidente della Provincia Andrea Pieroni –. Il tutto in linea con il Piano regionale di gestione rifiuti e bonifica dei siti inquinati che è in corso di approvazione. Adesso si tratta di tradurre in atti concreti questa cornice politica».
È nata piccola la discarica La Grillaia, nel 1990, salvo quadruplicare in una manciata di anni, per fronteggiare l'emergenza rifiuti regionale. Da tre lustri è in attesa di un destino definitivo. In gestione post operativa provvisoria, questo il termine tecnico, dal 31 maggio del 1998. Adesso c’è il protocollo che fa più di un passo indietro. Si dice di “valutare possibili soluzioni che consentano di evitare ulteriori conferimenti in discarica”. Mentre il 9 maggio dello scorso anno la conferenza dei servizi ha approvato il progetto per la messa in sicurezza della discarica presentato dall’ex gestore Nsa Srl. Arpat e Provincia approvano in via definitiva. Ma i Comuni non ci stanno. L'autorizzazione per adesso è congelata. «È una vicenda senza certezze – dice Pieroni –. Su cui pendono due ricorsi al Tar di segno opposto, quello del gestore del sito e l’altro dei tre Comuni. L’autorizzazione rilasciata dalla Provincia è condizionata al pronunciamento dei giudici». La normativa è chiara: la competenza per il rilascio delle autorizzazioni in materia di rifiuti è della Provincia e in particolare del dirigente competente in materia. Ma la realtà va ben oltre.
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