Proteste
Unione dei Comuni, ok per lo statuto
Via libera definitivo da Montopoli e Santa Croce. Oggi primo consiglio a Castelfranco
SANTA CROCE SULL’ARNO. Via libera definitivo anche da Montopoli e Santa Croce alla nascita dell’Unione dei Comuni. Dopo il consiglio dello scorso giovedì, la cittadina del Cuoio ha approvato lo statuto dell’Unione con la seconda e definitiva seduta di ieri pomeriggio, mentre a Montopoli il doppio consiglio comunale si è tenuto tra lunedì e mercoledì. Dopo la bocciatura, infatti, alla prima sessione di consigli comunali, dove era richiesto - lo ricordiamo - il raggiungimento dei due terzi di voti favorevoli, l’approvazione dell’Unione richiedeva altri due consigli nell’arco di un mese con la semplice maggioranza relativa.
A mancare all’appello, adesso, è soltanto il Comune di Castelfranco, dove prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti: la prima delle due sedute, ad ogni modo, è fissata per oggi alle ore 18,30. Acceso il dibattito fra i banchi del consiglio di Montopoli di mercoledì, dove arrivava in discussione la mozione presentata dal Gruppo Misto e da Montopoli Futura, che sulla scorta di quanto proposto negli altri Comuni dal centrodestra e dai Comunisti Uniti a San Miniato, chiedeva il coinvolgimento della popolazione con l’indizione di un referendum. Richiesta respinta, ovviamente, dalla maggioranza, mentre in platea andava in scena la protesta organizzata dagli esponenti del movimento Cinque Stelle, arrivati in consiglio con i manifesti mortuari per annunciare la “triste scomparsa della partecipazione”. Ad accogliere i consiglieri al termine della seduta, un “corridoio” di lumini votivi posizionati di fronte all’ingresso del municipio. Solo l’ultimo episodio della protesta innescata dall’Unione, su cui pende l’accusa del mancato coinvolgimento della popolazione e di tutte le forze politiche. La scorsa settimana, infatti, il tema era stato portato all’interno della consulta di San Miniato, in un clima di forti perplessità e un generale senso di scetticismo, tra chi ritiene che l’operazione parta col piede sbagliato e chi piuttosto si domanda se San Miniato non possa bastare a sé stessa. Presenti all’assemblea gli assessori Giuditta Giunti e Chiara Rossi, insieme ai capigruppo consiliari a tutti i coordinatori delle altre Consulte di San Miniato. In apertura l’assessore Giunti aveva illustrato le finalità di un’operazione «pensata per dare omogeneità e qualità ai servizi in un momento di minori risorse, conferendo al territorio la rappresentatività che merita di avere», precisando, però, che lo statuto rappresenta solo un primo passo: «Anche per vincolare i prossimi sindaci e i programmi elettorali – aveva spiegato – alla necessità di una visione unitaria, mentre il modo in cui organizzare concretamente le funzioni dell’Unione è ancora tutto da discutere. E vogliamo farlo con i cittadini». Un punto, però, sul quale in tanti hanno storto la bocca, contestando un’operazione partita senza una pianificazione: «Stiamo mettendo il carro davanti ai buoi», ha detto qualcuno, mentre altri hanno espresso la paura «di perdere il contatto con le persone che abbiamo eletto». (g.p.)
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