Proteste
«Niente primarie per il sindaco»
Pd, la denuncia del Comitato Renzi: non accolta la nostra richiesta
CAPANNOLI. Frattura nel Partito democratico di Capannoli? No, scelta condivisa. È il botta e risposta tra le due anime del Pd.
L’accusa arriva dal Comitato Adesso Valdera, i renziani. «A Capannoli – raccontano – 751 elettori l’otto dicembre fecero la fila consegnare il Partito Democratico nelle mani del suo nuovo segretario, Matteo Renzi, al quale andarono 578, il 76,97%. Si respirava aria nuova in paese e la volontà di nuove facce e nuove idee e metodi di fare politica erano le cose che indirettamente chi aveva votato Renzi ci chiedeva».
Il Comitato ha , chiesto che per definire il nuovo candidato a sindaco per le amministrative del 2014, si facesse uso della Primarie. «La nostra richiesta era comunque accompagnata anche dal nome del candidato – spiegano – un nome forte, di aggregazione e di militanza». Quel nome è Anna Ferretti, presidente del Comitato Adesso dell’ Alta Valdera. «Pensavamo che la segreteria di Capannoli, prendesse atto della nuova situazione. Invece no. Supportati da un sindaco uscente al secondo mandato – denunciano i renziani – non solo non faceva un passo indietro ma riteneva che la nostra richiesta di primarie per decidere del nuovo sindaco di Capannoli fosse un mezzo per rompere il partito a metà e che l'unica soluzione che la Segreteria, di Capannoli era disposta ad accettare era il nome di un candidato unico e condiviso ma che non facesse riferimento al segretario nazionale».
Mercoledì scorso c’è stata la riunione per prendere le decisioni.
«L’atto conclusivo – dicono i renziani – in sedici, per alzata di una mano hanno stabilito che gli elettori del comune di Capannoli non potranno democraticamente decidere chi sarà il loro candidato a sindaco per il Pd, per le amministrative del maggio 2014, in quanto hanno votato contro alla costituzione degli organi per effettuare le primarie. Noi del Comitato Renzi ci rendiamo conto di quanto lavoro c'è ancora da fare per evitare questi atti che di politico non hanno niente, ma ricordano decenni passati. Anche perché ci risulta che questo sia il primo caso in provincia di Pisa e in Toscana, una cosa certo di cui è meglio non vantarsi».
Non dà la stessa lettura dei fatti il segretario del Pd, Barbara Cionini. «La riunione dell’altra sera – spiega – era stata convocata proprio per scegliere il metodo per arrivare alle candidature. Ed è stata scelta la strada della candidatura condivisa. Non si è parlato di nome, né di “appartenenza”. Anzi, i tre nominativi che sono spuntati, come graditi a tutti, sono tutti e tre di estrazione renziana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google