Il Tirreno

Pontedera

GLI EX STUDENTI DEL PESENTI

«Quante volte i macchinisti ci suonavano»

«Quante volte i macchinisti ci suonavano»

CASCINA. «Passiamo dai binari, tanto se arriva il treno ce ne accorgiamo. Non ho voglia di scendere dal sottopassaggio». Una frase in cui si raccoglie tutta la spensieratezza, forse incoscienza della...

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CASCINA. «Passiamo dai binari, tanto se arriva il treno ce ne accorgiamo. Non ho voglia di scendere dal sottopassaggio». Una frase in cui si raccoglie tutta la spensieratezza, forse incoscienza della gioventù. Parole che assumono un peso enorme alla luce della tragedia di Aurora Cei, travolta da un convoglio martedì mattina sui binari della stazione di Cascina. Quello di Aurora è il tragico epilogo di un’abitudine scorretta, che già in passato aveva catturato le attenzioni della Polizia Ferroviaria. All’istituto Pesenti da anni passano circolari che invitano gli studenti a non avventurarsi nella pericolosa “scorciatoia”, cercando di responsabilizzarli. Ci sono stati anche numerosi controlli delle forze dell’ordine, appostati nei pressi della stazione per individuare coloro che attraversavano sulle rotaie per invitarli a non farlo e successivamente multarli per la scorrettezza. La sanzione è di 16,60 euro, cifra simbolica notificata però alla famiglia, affinchè sia a conoscenza della rischiosa “scelta” del proprio figlio. «Lo abbiamo fatto tutti in passato. Passavamo dai binari per fare prima, non immaginandoci nemmeno cosa stavamo rischiando» racconta un ex studente. Dopo di lui prende la parola una ragazza, diplomatasi pochi mesi fa nell’istituto cascinese: «Ricordo che ci sono stati anche degli incontri organizzati dalla scuola, dove le forze dell’ordine ci illustravano quanto fosse pericoloso sfidare la corsa dei treni. Mai e poi mai avrei pensato che una bambina ci avrebbe rimesso la vita». Nessuno vuole ancora credere a quanto è successo, ma tutti ora si rendono conto di quanto fosse sbagliata quella “moda”.

«Sicuramente non lo farò mai più. La fatica di percorrere il sottopassaggio pedonale non è paragonabile al rischio di perdere la vita. Al posto di Aurora potevo esserci io, potevano esserci tanti altri ragazzi». I ricordi che prima erano limpidi ora vengono offuscati dal dolore, anche se c’è chi racconta «di alcuni macchinisti che passando dalla stazione di Cascina iniziavano a suonare molto prima, per avvisare i ragazzi di non attraversare. Loro sapevano bene che spesso le persone passavano dai binari, e quando qualcuno scappava dalle rotaie poco prima del passaggio del convoglio, dal finestrino proprio il macchinista si affacciava gridando di non farlo più».

Tommaso Silvi

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